Mario Molteni                                                                Precedente

 

I NOBEL ITALIANI

Medaglie dello stabilimento S.Johnson - 1978

 

PERCHE' « I NOBEL ITALIANI »

La storia delle « medaglie Johnson » ha inizio nel 1836 quando i Johnson, accanto alla loro precedente produzione di bottoni, stemmi e borchie metalliche, iniziarono la coniazione di medaglie. Gli stampi erano allora ancora incisi a mano in « femmina » nel blocco d'acciaio e gli incisori potevano essere considerati dei veri artisti, sia che lavorassero su proprio disegno o riproducessero disegni altrui: è questo il caso di una delle più antiche medaglie coniate dai Johnson, la medaglia disegnata da Francesco Hayez per le Cinque Giornate di Milano nel 1848 e realizzata, per le note vicende politiche a Milano, solo nel 1859, dopo l'avvenuta liberazione della città, dall'incisore Luigi Schieppati. Nel 1876, quando la Zeccac di Milano chiuse la sua lunga vita, i Johnson ne assorbirono gli incisori, acquistando anche, per il loro Archivio, il blocco degli stampi per medaglie del sec. XVIII e XIX che la Zecca aveva messo in vendita: questo complesso fa tuttora parte delle collezioni della Ditta.

Quell'inizio lontano e prestigioso ha lasciato la sua impronta incancellabile nella visione di lavoro dei Johnson che, pur avendo in seguito aggiornato continuamente i metodi di lavorazione della Ditta, hanno sempre puntato a conservare alla propria produzione il sapore inconfondibile che mano e gusto d'uomo conferiscono all'oggetto: per questo la Ditta mantiene e valorizza al massimo ancor oggi il proprio efficiente e nutrito reparto d'incisione dove il lavoro segue in molti casi i metodi delle origini e dove non di rado viene richiesto ancor oggi agli incisori più esperti lo stampo a totale incisione manuale diretta. Benchè essi stessi abbiano introdotto nell'ambiente del loro lavoro le macchine più moderne, i Johnson continuano a combattere contro la tendenza attuale a ridurre la medaglia, nata in epoca rinascimentale come oggetto d'arte, a semplice prodotto industriale:ed è questa la vera ragione per cui nel mondo dei collezionisti esiste la definizione « medaglie Johnson ».

Collezionisti essi stessi da generazioni oltre ( e forse più) che industriali, tutti i Johnson che da quasi centocinquanta anni si susseguono, di padre in figlio, alla direzione della Ditta hanno avvertito e difeso il fascino di un oggetto che è anche un mezzo insostituibile di documentazione del passato.

In questo senso i Johnson hanno anche valutato l'immenso Archivio della Ditta, sotto i cui torchi sono passati in un secolo e mezzo tutti gli avvenimenti e i personaggi maggiori e minori del nostro paese: a questo grandioso volume di storia patria in metallo sono state dedicate cure opportune, per cui il riordino, la conservazione e la catalogazione continuamente aggiornati ne fanno una ricchissima miniera di documentazione.

Sempre collezionisti più ( ed in questo caso ancor prima) che industriali, i Johnson hanno cercato di difendere anche con la loro attività d'editori di testi sull'argomento, il significato dell'oggetto cui è dedicata la loro produzione .

Dopo i testi completissimi editi da Stefano Johnson nel 1915 { sulla Storia della Guerra di Libia nelle medaglie) e nel 1920 {sulla Storia della I Guerra Mondiale nelle medaglie) vi fu una lunga sosta: l',attività editoriale della Ditta è ripresa ne11966, con l'edizione del grosso volume di Velia Johnson: Una famiglia di artigiani medaglisti, che rifaceva, attraverso la storia della Ditta e delle medaglie coniate dai Johnson in 130 anni, la storia di 130 anni di vita italiana.

Dal 1970 la Ditta è editrice di una rivista semestrale, « Medaglia » dedicata alla medaglia antica e moderna, di cui sono stati pubblicati finora tredici grossi fascicoli e che è considerata una pubblicazione di studio e d'arte di buon livello in Italia e all'estero. Dall'inizio di questo secolo, con l'introduzione dei nuovi metodi di meccanizzazione nella produzione delle medaglie coniate, la figura dell'incisore, di cui si è parlato, viene sostituita dalla figura dell'artista, autore del modello da cui la macchina deve ricavare lo stampo: è innegabile che questo fatto ha aperto alla medaglia nuove prospettive, diffondendo accanto alla medaglia « documento di fatti e personaggi » la medaglia è oggetto d'arte ».

Infatti negli ultimi settanta anni gli scultori, anche di grande nome, che hanno preparato modelli per medaglie sono numerosi. È lo stesso Archivio della Ditta Johnson a farne fede: vi si trovano infatti tutte le medaglie firmate da Ludovico Pogliaghi e da Egidio Boninsegna alla fine del secolo scorso e all'inizio di questo secolo, le medaglie eseguite da Leonardo Bistolfi nel primo decennio del'900, le medaglie di Davide Calandra, di Giannino Castiglioni, di Arrigo Minerbi, di Edoardo Rubino, eseguite nel periodo tra le due guerre, le poche medaglie create da Arturo Martini subito dopo l'ultima guerra.

Infine, negli ultimi trent'anni troviamo nell'Archivio ]ohnson le numerose medaglie create da Pericle Fazzini, da Emilio Greco, da Enrico Manfrini, da Nereo Costantini e, più recentemente, da Luciano Minguzzi, da Mario Molteni, da Luciano Ceschia, da Angelo Grilli, da Virginio Ciminaghi.

Si noterà che tutti i citati sono nomi di scultori e non di medaglisti: sono stati scelti a dimostrazione del fatto che l'interesse degli scultori per la medaglia è andato gradatamente aumentando, dopo l'introduzione del pantografo che ha dato la possibilità di realizzare meccanicamente il punzone per la coniazione da un grande modello preparato dallo scultore.

Questo fatto ha permesso negli ultimi tempi la realizzazione e la diffusione della medaglia da collezione, un multiplo d'arte valido in quanto tale. In questo settore i ]ohnson sono stati decisamente pionieri e restano tuttora gli unici produttori di un tipo di medaglia coniata che nulla ha da invidiare alla medaglia fusa: la loro serie di medaglie « Annuali » da collezione, centrate ogni anno sugli avvenimenti nazionali o internazionali di maggiore interesse, ha avuto inizio nel 1948, prosegue da allora senza soste e allinea ormai più di cinquanta medaglie i cui modelli sono dovuti a più di venticinque diversi artisti italiani contemporanei, medaglisti o scultori. Ognuno di questi artisti è stato lasciato assoluta mente libero quanto a stile e a concezione e la serie, che continua, costituisce oggi una piccola affascinante galleria della medaglia italiana contemporanea.

La più recente iniziativa della Ditta Johnson in questo settore è la creazione di una serie per collezionisti dedicata agli italiani che furono insigniti del Premio Nobel, a partire dall'epoca di fondazione del Premio stesso.

La serie « I Nobel italiani » è nata nel 1975, a seguito del conferimento del Premio Nobel per la letteratura al poeta e scrittore italiano Eugenio Montale.

L'Italia è rappresentata egregiamente negli Annali del Premio Nobel , per il numero e per la rilevanza delle personalità italiane a cui il Premio stesso è stato conferito nel tempo.

La serie di medaglie « I Nobel italiani », presentata in questo testo, è dimostrativa del considerevole apporto che l'Italia continua a dare alla cultura mondiale e l'argomento giustifica l'alto livello artistico che si è voluto dare a queste medaglie.

 Cesare Johnson

 

 

Delle arti plastiche la scultura per essere realizzata è quella che necessita di maggiori dipendenze di interventi della collaborazione di un « altro » che sa.

Per fare medaglie questa è una regola fissa e colui che sa è l'incisore.

Per la realizzazione delle medaglie della serie dei « Nobel italiani » dai nostri gessi questo il sapere ci ha dato la possibilità di ottenere tutto quello che volevamo.

A coloro che sanno e che si identificano in questo caso negli incisori dello Stabilimento Stefano Johnson: Tullio Martinenghi Nicola Micoli Veniero Mineni Ferdinando Perosa e Renato Picozzi un grazie per la loro collaborazione e perizia nella realizzazione dei conii.

Luciano Ceschia - Angelo Grilli - Luciano Minguzzi - Mario Molteni