Enrico wrote: > > > In effetti non avevo capito bene, ma resta il problema che asteroidi > che passino a cosi` piccole distanze dalla Terra sono estremamente > rari e > non sono conosciuti a priori, per cui non si puo` fare una previsione > del > giorno di passaggio. Comunque continuo ad essere interessato, anche se > con > tutte le limitazioni derivanti dalla mia scarsa conoscenza nel campo > dell'elettromagnetismo. Comunque torno a dire che se passo dalle tue > parti > verro` a trovarti. > Cordialmente > > Alberto > > On Tue, 5 Oct 1999, Enrico Valbonesi wrote: > > > Il principio non e' quello di utilizzare un cappio molto lungo e > singolo > > ma una configurazione di cappi che possa cortocircuitarsi con > > l'asteroide al momento del passaggio di questo nell'area di massima > > ionizzazione delle particelle della ionosfera (verso i 350 km ) . > > il sistema asteroide cappi si muovono per un attimo in > contemporanea ad > > una velocita' di ~~8000 km /h tagliando le linee del campo magnetico > > > terrestre cosi' facendo generano lungoi cappi un campo elettrico > indotto > > pari a E = - v per B dove v e' la velocita' del filo rispetto alla > > ionosfera terrestre e B e' il campo magnetico della terra , > > Per effetto di questo campo elettrico ai capi del filo (asteroide - > > parte terminale del laccio )si viene a creare una differenza di > > potenziale delta omega + v per B per L che nell'ipotesi in cui il > > sistema si muova perpedicolarmente a B il filo abbia una lunghezza L > = > > pari a 20 Km (moltiplicando il tutto per i rispettivi cappi) ed il > campo > > magnetico un intensita' B ~~ 0,3 G avremmo delta omega pari a > 48000kv > > tale energia equivale ad un solo modulo e puo' dare una serie di > skoch > > facendo variare il centro di rotazione dell'asteroide e quindi anche > la > > traiettoria . > > Questo principio sarebbe molto piu' efficace se utilizzato a grosse > > distanze dalla terra ma assai piu' oneroso ma esistono molti > satelliti o > > rifiuti delle missioni precedenti tra i 400 Km e 3000 Km non > utilizzati > > che potrebbero se opportunamente modificati fare al caso nostro . > > p.s. > > Quando ho paventatao all'astronauto Atolonof ex U.R.S.S. questa > teoria > > lui era molto interessato forse la vorrebbe pure applicare ... > > Anche altri illustri scienziati americani sono stati molto > interessati . > > Io avrei un appuntamento allo IAF di Amsterdam con uno di loro ma > penso > > di non poterci andare per motivi di salute . > > > >Inglese { In effects I had not understood well, but the problem that asteroids > that child's step to cosi` small distances from the Earth is extremely > rare and > are known a priori, for which puo` not making one forecast > of > the day of passage remains. However continuous to being interested, even if > with > all the limitations deriving from my insufficient acquaintance in the field > of electromagnetism. However I return to say that if step from yours > parts > verro` to find to you. > Cordial > > Alberto > > On Yours, 5 Oct 1999, Enrico Valbonesi wrote: > > > the principle e' that one not to use a loop a lot along and > single > > but a configuration of loops that can cortocircuitarsi with > > the asteroid at the moment of the passage of this in the principle area > > ionization of particles of the ionosphere (towards the 350 km). > > the system asteroid loops an induced electric field moves for a moment in > contemporary to > > a velocita' of ~~8000 km/h cutting the lines of land the magnetic field > > > thus making generates lungoi loops equal > > > to and = - ]]] > > > > Cordiali saluti > > Enrico Valbonesi > > > > > > > > > > > > > > > > IMPACT workshop wrote: > > > > > > Per quello che possoi capire, mi pare che il progetto sia molto > > > avveniristico, nel senso che servirebbe > > > un cappio estremamente lungo, a meno di non usare un asteroide che > passi > > > proprio estremamente vicino alla Terra. Oggetti di questo tipo > dovrebbero > > > essere in generale molto piccoli (qualche decina di metri), per > cui non e` > > > facile se non impossibile, ora come ora, accorgersi della loro > esistenza, > > > se non osservandoli fortuitamente proprio quando stanno passando. > Anche in > > > questo caso, comunque, le distanze tipiche saranno nei migliori > casi > > > dell'ordine di qualche frazione della distanza Terra-Luna. > > > In ogni caso, "mai dire mai". Si stanno facendo progressi nel > campo dei > > > rivelatori dedicati a scoprire asteroidi pericolosi, e quello che > appare > > > fantascienza oggi, potrebbe essere routine domani. > > > Diciamo che la cosa in ogni caso e` divertente, per cui se avremo > > > occasione di passare dalle tue parti, non mancheremo di farci > vivi. > > > Saluti cordiali > > > > > > Alberto Cellino > > > > > > On Mon, 4 Oct 1999, Enrico Valbonesi wrote: > > > > > > > Enrico valbonesi scrive: > > > > > > > > Vorrei simulare un modello che descrive le correnti della > magnetosfera > > > > delle missioni TSS-1 applicate pero' ad un filo che come > estremita' un > > > > asteroide (proprio di quelli diretti verso la terra ). > > > > il mio obbiettivo e' verificare(simulando ) quali potrebbero > essere i > > > > cappi , i potenziali tra l'asteroide e l'estremita' del cappio > , la > > > > strumentazione opportuna , il momento angolare che si avrebbe > > > > contocircuitando come nell'esperimento TSS-1 il satellitre > (asteroide) > > > > con la parte finale del cappio. > > > > > > > > > > > > > > > > Se siete ineteressati a collaboarare veniteci a trovare al mio > > > > laboratorio di grafica computazionale e vi illustrero' in > dettaglio il > > > > progetto che non e' mai stato divulgato finora > > > > > > > > cordiali saluti > > > > Dr.Enrico Valbonesi > > > > > > > > > > > > > L'altra cosa che si chiama IMPACT e` un progetto per lo studio > della > > > > > situazione attuale delle conoscenze riguardo agli oggetti > pericolosi e > > > > > sugli interventi per migliorare la situazione. Si tratta di > uno studio > > > > > finanziato dalla regione Piemonte, e realizzato > dall'Osservatorio di > > > > > Torino, Alenia Aerospazio e altri collaboratori. Fra l'altro > si sottolinea > > > > > come la caratterizzazione fisica degli oggetti (dimensioni, > composizione) > > > > > richieda probabilmente uno strumento spaziale dedicato. > > > > > > > > > > Alberto Cellino > > > > > > > > > > > > >english {IMPACT workshop wrote: > > > > > > For what possoi to understand, it less seems me that the plan is a lot > > > futuristic, in the sense that would extremely serve > > > a loop along, than not to use an asteroid that > steps > > > just extremely close to the Earth Objects of this type > would have in a generalized manner > > > to be many small (some ten of meters), for > which not e` > > > easy if not impossible, hour like hour, fortuitously to notice of theirs > existence, > > > if not observing them just when they are passing. > Also in > > > this case, however, the typical distances will be in the best > cases > > > of the order of some fraction of theTerra-Luna distance. > > > In any case, "never to say never". Progresses in > the field of > > > the detectors are being made dedicate to discover dangerous asteroids to you, and what > fantascienza appears today > > >, it could tomorrow be ruotine. > > > Diciamo that the amusing thing in any case e`, for which if we will have > > > occasion to pass from yours you leave, we will not lack makes us > lives. > > > cordial Salutes. }}}} > > > > > > > From - Wed Oct 6 10:34:30 1999 > Received: from nilo.dimi.uniroma3.it (nilo.dimi.uniroma3.it > [193.205.140.50]) > by mail.uniroma3.it (8.9.3/8.9.3) with SMTP id KAA11473 > for ; Wed, 6 Oct 1999 10:33:27 +0200 (MET DST) > Received: from nilo.dimi.uniroma3.it (localhost [127.0.0.1]) by > nilo.dimi.uniroma3.it (950413.SGI.8.6.12/950213.SGI.AUTOCF) via SMTP > id KAA24609 for ; Wed, 6 Oct 1999 10:33:05 -0700 > > Sender: corbelli@nilo.dimi.uniroma3.it > Message-ID: <37FB87D0.41C6@nilo.dimi.uniroma3.it> > > ~ > ~per sbaglio altro giorno il 15 settembre ho letto un articolo su una > rivista > che parlava di 7 metodi per eliminare un asteroide come settimo c'era > il cappio spaziale con una vela solare che spingeva l'asteroide .. > L'idea era quella ma non era questo il modo di realizzarla .. > troppo poco economico..una vela che sfrutta il vento solare . > Cordialmente > > for mistake other day the 15 september I have read an article on > a review > that it spoke about 7 methods in order to eliminate an asteroid as seventh was > the loop spaces them with a solar sail that pushed the asteroid > the idea was that one but the way of realizzarla. was not this. > too much little economico..una sail that takes advantage of the solar wind. > Cordial >. > > From - Wed Oct 6 12:46:29 1999 > Received: from uniroma3.it (leo.uniroma3.it [193.205.139.176]) > by mail.uniroma3.it (8.9.3/8.9.3) with ESMTP id KAA12070 > for ; Wed, 6 Oct 1999 10:53:27 +0200 (MET DST) > Message-ID: <37FA3830.1C8540CF@uniroma3.it> > Date: Tue, 05 Oct 1999 19:41:04 +0200 > From: Alessandro > Reply-To: masci@uniroma3.it > Organization: Ufficio Elaborazione Dati - UNIVERSITA' ROMA TRE > X-Mailer: Mozilla 4.61 [en] (Win95; I) > X-Accept-Language: it,en > MIME-Version: 1.0 > To: Enrico Valbonesi > Subject: Re: Servizio Sperimentale > References: <199910042018.WAA27821@mail.uniroma3.it> > <37FA1A47.167E@uniroma3.it> > Content-Transfer-Encoding: 7bit > Content-Type: text/plain; charset=us-ascii > X-UIDL: dc366e298d0afb56e9c4e6f33c5b44f1 > X-Mozilla-Status: 8019 > > Le comunicazioni di questo genere le devi fare all'ufficio presenze > (io > non gestisco ne' i pass personali ne' tantomeno quelli universali). > Comunque ho gia' forwardato questa mail all'ufficio presenze. > Ciao > --alessandro > > > > Se siete ineteressati a collaboarare veniteci a trovare al mio > > laboratorio di grafica computazionale e vi illustrero' in dettaglio > il > > progetto che non e' mai stato divulgato finora > > > > cordiali saluti > > Dr.Enrico Valbonesi > > > > > > > L'altra cosa che si chiama IMPACT e` un progetto per lo studio > della > > > situazione attuale delle conoscenze riguardo agli oggetti > pericolosi e > > > sugli interventi per migliorare la situazione. Si tratta di uno > studio > > > finanziato dalla regione Piemonte, e realizzato dall'Osservatorio > di > > > Torino, Alenia Aerospazio e altri collaboratori. Fra l'altro si > sottolinea > > > come la caratterizzazione fisica degli oggetti (dimensioni, > composizione) > > > richieda probabilmente uno strumento spaziale dedicato. > > > >