Itinerari Turistici

 

monta.JPG (7094 byte)La Montagnola

L’ambiente montano

(a cura di Michelino Lastoria)

La montagna, con le sue distese boschive e pascolive, rappresenta il vero richiamo turistico. Se Civitanova vanta personalita illustri ed una storicita legata al suo borgo feudale, pochi sono a conoscenza che esso possiede un patrimonio forestale fra i piu notevoli e i meglio conservati dell’intera re- gione, e che non teme il confronto con i piu noti ed osannati boschi e pascoli del vicino Parco Nazionale d’Abruzzo. Una rigogliosa faggeta ricopre il 42% del territorio comunale, che si estende su una superficie di 1.200 ettari fra la quota min. di 300 m 1.m. in localita Scalzavacca e la max di 1.421 della Montagnola. Dai belvedere della bastionata rocciosa le "Carovelle" (m.1.200) la pre- sa emozionale e forte allorche allo sguardo si offre la densa copertura di faggio della Montagnola, che disegna un complesso arboreo omoge- neo, senza apparenti soluzioni di continuita, in un raggio d’azione pressoche completo. Scendendo lungo il sentiero boscosoche conduce alla Casella, e risalendo, poi, le pendici della Montagnola, si scopre che la faggeta lascia spazionel centro ad un ampio pianoro verdeggiante, d’origine carsica, il lago S.Lorenzo ("le luaghe"), solcato nella tar- da primavera ed in estate da un serpente di melma acquitrinosa. Il faggio si inerpica fino al culmine della Montagnola, da dove e possibile godere di uno scenario davvero unico, abbracciando con 1’occhio il territorio di Sessano e Frosolone e, quindi, verso oriente gli abitati di Torella, Duronia, Bagnoli del Trigno, Salcito, fino all’estremita del- 1’orizzonte da cui emerge Capracotta, il paese piu elevato della Regione con i sui 1.400 m e, sullo sfondo la Maiella. Sia sulla Montagna che sulla Montagnola, la faggeta, che raggiunge 1’estensione di 500 ettari, vegeta in purezza, anche se nel suo corteggio floristico rientrano specie minori tipiche della fascia fitoclimatica del Fagetum, quali acero di monte, acero napoletano, acero di Lobel, carpino nero, orniello e, nell’aria piu termofila di Tertete, il cerro. Il corredo erbaceo si segnala per le splendide fioriture primaverili di crochi, bucaneve, scille,anemoni, e autunnali di colchici e ciclamini. Nel cuore ed ai margini della foresta si aprono, oltre al lago S.Lorenzo ed alla Casella, che costituiscono il fulcro della pastorizia, le schiarite di Valle Russillo (segnata dal "percorso vita") e di Ciaccarete, ove, in tempi piuttosto recenti, si abbatte un aereo milii.are. Complessivamente sono 470 ettari di ottimo pascolo, che si integrano perfettamen- te in quella che finora e la maggiore risorsa economica del paese: 1’attivita silvo pastorale, di antica origine. Un cenno, in chiusura, merita il complesso della "Defenza", costituito da 83 ettari di bosco ceduo misto di cerro e roverella, ai quali si mescolano 1’acero trilobo, il carpino bianco, 1’orniello. Un intricato sottobosco di biancospino, rosa canina, citiso a foglie sessili, prugnolo, berretta da prete arricchisce un habitat che, se anche non raggiunge i 900m di quota, funge da vero polmone prossimo al centro cittadino.

 


monta1.JPG (7739 byte)la montagnola

Lo scenario incontaminato della Montagnola

I tesori che Civitanova conserva con particolare cura ed orgoglio sono rappresentati soprattutto da quegli elementi destinati a rendere godibile la vita dell’uomo. Lo ripetiamo: aria, acqua e verde. E parlando di verde il pensiero corre con naturalezza alla montagna, vicina, facilmente raggiungibile e percorribile; a quell’emergenza montuosa a 1.421 metri di altezza detta la Montagnola con i suoi speroni rocciosi e i suoi boschi di faggio, all’altopiano carsico del Lago, lo stupendo pianoro montano, verde, dove pascolano indisturbati bovini ed equini per la gioia degli escursionisti e degli amanti dell’armonia naturale. Inoltre 1’altopiano e caratterizzato da un ricco sottobosco produttivo [fragole, funghi, tartufi bianchi, ed erbe aromatiche) e da una fau- na selvatica con volpi, tassi, lepri e falchi. Il territorio di Civitanova del Sannio presenta una grande emergenza ambientale, costituita dall’altopiano della Montagnola. Definita zona chiave della geologia molisana, questa emergenza montuosa ad oltre 1.400 metri di quota, ha la forma di un’ampia cupola schiacciata, spezzata da faglie e disposta intorno al lago carsico di S.Lorenzo. Cosi I’ingente patrimonio boschivo e fluviale, di elevato valore ambientale, al centro delle pretese turistiche, del tempo libero e dello sport si coniuga a meraviglia con la cospicua ricchezza del Centro storico e la sua archeologia e con i prodotti di un’agricoltura non compromessa dalle mode e dall’industrializzazione. Qui si pensa e si opera in modo che la tecnica non penalizzi 1’agricoltura ma la valorizzi, che il turismo migliori 1’ambiente attraverso la manutenzione della realta circostante, 1’intensificazione dei rapporti umani, attraverso 1’agriturismo e 1’offerta dei prodotti genuini e incontaminati.