FELICITY

FELICITY (leggendo sull'annuario): Allora, ecco che cosa ha scritto
Ben Covington:
"Cara Felicity, eccoci qui... in questi quattro anni ti ho osservata e mi
sono chiesto spesso che tipo fossi, che cosa ti passasse per la mente durante
tutto il tempo in cui sei rimasta silenziosa e pensierosa, con i tuoi disegni.
Avrei dovuto chiedertelo, ma non te l'ho chiesto e adesso, dopo quattro anni
neanche ti conosco, ma ti ammiro. Potrò sembrarti un po' matto ma... non me ne
importa niente. Abbi cura di te stessa. Con amore, Ben.
P.S. Avrei dovuto scrivere "teniamoci in contatto", ma sfortunatamente
non siamo mai stati in contatto..."
SALLY: Cara Felicity, la tua crisi con Noel è andata esattamente come fra John e me... ci incontrammo in un'officina, facevo il controllo dei fumi di scarico e lui stava comprando dei pezzi per la sua motocicletta... siamo diventati amici. Qualche mese dopo, eravamo a cena al ristorante e con mia somma sorpresa John s'è appoggiato al tavolo e m'ha baciata. Voglio solo dire che non puoi sapere chi è quella persona, la persona che diventerà il tuo più grande confidente, la tua anima gemella o il tuo amante... potrebbe essere qualcuno su cui hai puntato lo sguardo per anni, oppure quel tizio che ti sta vicino, coi jeans strappati, a comprare pezzi per la sua motocicletta. Di chiunque si tratti all'inizio è uno sconosciuto, per cui può essere chiunque. Dalla morte di John ci penso molto spesso...
SALLY: Cara Felicity, ho passato le ultime due notti in campeggio nel deserto da sola, in un certo senso Emmeth ed io stavamo correndo troppo, quindi allontanarmi mi aiuta a schiarirmi le idee. E' interessante quello che hai fatto per Ben, voglio dire, tu hai delle aspettative su di lui, su come vorresti che fosse, è normale. Io ho quelle stesse aspettative su Emmeth e so che è ingiusto. Lui non è perfetto, non è John... Ascoltare il tuo nastro mi ha ricordato una poesia che ha questo tema centrale: è più difficile contare su qualcuno o sapere di essere quello su cui gli altri contano? Comunque c'è un verso che dice così: "Se pari affetto non sarà ricambiato, lascia che il più devoto sia io." L'hai mai letta? E' una delle mie preferite...
FELICITY: Cara Sally, ora ti farò conoscere una parola piuttosto strana: mestatrice. Ti assicurò che c'è sul vocabolario, significa: "Chi prende continuamente iniziative improntate all'intrigo o all'equivoco." Io non lo faccio apposta, ma sono una mestatrice, questo è evidente. E così sto rovinando la mia vita...
SALLY: Cara Felicity, è incredibile come incolpiamo noi stessi... Sai, quando è morto John io ero distrutta, ero sicura che in qualche modo cosmicamente avevo provocato io l'incidente... probabilmente è nella natura umana cercare di dare un senso alle cose... alle cose che accadono... Io credo che quello che fa più paura sia rendersi conto che a volte le cose accadono e basta, senza motivo, senza scopo, capitano semplicemente e a noi non resta che raccogliere i pezzi... E' quello che facciamo tutti, in continuazione, raccogliamo i pezzi nel miglior modo possibile.
Felicity
e Julie, al Dean & DeLuca.
FELICITY: Ciao! Allora, come stai?
JULIE: Bene, perché tutti continuano a chiedermelo come se stessi per
scoppiare in lacrime...
FELICITY: Allora non posso chiederti come stai?
JULIE: Solo se vedi che sto già piangendo...
Julie
parla con Ben.
JULIE: Ieri sera, in camera mia... io avrei voluto baciarti...
BEN: Già...
JULIE: E anche tu volevi baciarmi...
BEN: Sì, è vero!
JULIE: Quando ho parlato alla mia analista di te e me le ho detto che non
volevo sentirmi una persona che appena le succede qualcosa di negativo va a
rifugiarsi nel letto di qualcuno.
BEN: Sì, e lei che ha detto?
JULIE: Lei ha detto che tu non sei uno qualunque e che dovrei fare quello
che sento giusto, e io le ho detto che quello che sento giusto sarebbe non avere
fretta con te.
BEN: Ed è giusto.
JULIE: Sicuro?
BEN: Sì...
(si baciano)
FELICITY: L'unica volta che mi mandarono nell'ufficio del preside fu in quarta elementare, c'era un bambino che continuava a chiamarmi Infelicity Porter e visto che la cosa mi offendeva gli misi 27 bustine di sale nella tazza del latte. Ricordo la sensazione di camminare verso l'ignoto, credo che l'ansia di quello che sarebbe successo fosse la cosa... la cosa peggiore...
SALLY: Cara Felicity, rischierò di distruggere l'immagine che hai di me, ma ho tradito John, una volta. Io e lui stavamo insieme da sei mesi, l'ho tradito con un mio ex e dopo un po' mi sono ricordata di colpo perché avevamo rotto e perché amavo così tanto John. In realtà John non l'avrebbe mai scoperto, ma dopo tre mesi non sopportavo il senso di colpa e gliel'ho detto. Credevo che il tradimento potesse soltanto distruggere un rapporto, ma d'allora in poi non gli ho mai più mentito, neanche per una sciocchezza. Certe volte in amore attraversare l'inferno non è drammatico, se ne vieni fuori più forte... credo che sia così anche per l'amicizia...
FELICITY: Cara Sally, hai mai provato desideri così forti da ritrovarti a fare cose incredibilmente superstiziose tipo non respirare finché la lancetta dei secondi non è sul dodici, per vedere se andrà bene...?
Felicity
e Todd parlano fuori dal locale in cui si sono incontrati.
TODD: Avrei dovuto baciarti sei anni fa...
FELICITY: Sai, non è affatto educato da parte tua venire qui a fare
certe affermazioni sul mio conto.
TODD: Se ti avessi baciato sarebbe cambiato tutto, ma ho avuto paura, è
stata solo un'occasione meravigliosa che poi è svanita. E per coraggio o per
stupidità sto provando a fare quello che molta gente non fa: sto cercando
un'altra occasione.
FELICITY: Beh, allora questo tuo... tuo... tuo tentativo di seduzione è
fallito del tutto.
TODD: Baciami!
FELICITY: Ecco, vedi, sei pazzo.
TODD: Solo un bacio e capiremo subito se sentiamo una specie di scossa, e
se è così potremo scappare insieme e potremo vivere solo come ci va di vivere!
FELICITY: Ma chi ti dice che io non lo stia già facendo?
TODD: Davvero?
FELICITY: Addio, Todd...
TODD: D'accordo, bene, ho perso questa battaglia, posso anche accettarlo,
ma tu mi bacerai. Sappi una cosa, sono sconfitto, ma questo non vuol dire
affatto che io mi arrenda...
FELICITY: Dunque, quando avevo 12 anni scrissi questo biglietto a Todd Muchahy: "Caro Todd, sono seduta nell'aula di biologia del signor Doffman, so che una scuola estiva può essere noiosa, ma questa è peggio... Continuo a pensare a quanto sono felice di averti incontrato, tu mi fai delle domande intelligenti, cose che nessuno mi ha mai chiesto prima, neanch'io... credo che potrei diventare un'artista se volessi, ma forse poi papà non mi rivolgerebbe più la parola..." E alla fine disegnai uno scarabocchio sorridente. Poi scrissi: "So che un giorno, quando diventerò grande, dovrò decidere se diventare un'artista o un medico, ma sono felice che quel giorno non sia oggi. Comunque per rispondere alla domanda che mi hai fatto in autobus, posso venire da McDonald's con te dopo la scuola, se ti fa piacere. Tua Felicity."
Rebecca
e Felicity, in ospedale.
REBECCA: So tutto di te, sai...
FELICITY: Davvero?
REBECCA: Sì... prima che Todd lasciasse l'Ohio mi ha detto cosa voleva
fare, ha detto: "Risolverò questa storia di Felicity una volta per
tutte." Era stato molto depresso per circa sei mesi... poi mi ha detto
che ti aveva visto a Natale e si era come risvegliato... All'inizio ero
arrabbiata, il mio fidanzato che voleva partire per vedere se lui era fatto per
stare con un'altra donna, ma poi ho capito. Se Todd era veramente mio non potevo
che lasciarlo andare. Poteva mentire, andarsene e basta, ma mi ha detto tutto di
te, e ho una domanda da farti: sei innamorata di Todd?
FELICITY: No!
REBECCA: Lo giuri?
FELICITY: Beh, gli voglio bene, gli sono grata, ma... lui è tutto tuo.
REBECCA: Perché lo amo, sai... voglio dire, forse sarà un po'
eccentrico ma nessuno è più generoso di lui.
SALLY: Cara Felicity, sono felice che tu sia stata ammessa al seminario, tu ed Elena... Sono felice soprattutto che tu ti sia ricordata di essere un'artista. E' strano, ho ripensato a quello che hai detto, cioè che un giorno devi capire chi sei veramente... ma in fondo guarda me, ho quasi 34 anni e sto ancora cercando di capire chi sono... forse la ricerca non è qualcosa che riguarda solo l'università, la ricerca continua per il resto della nostra vita...
NOEL:
Io... sai, ci ho pensato. Sì, molto intensamente, seriamente. Ci ho pensato a
lungo e... non posso aiutarti.
HANNAH: Questo mi fa sentire in imbarazzo... quel bacio ha cambiato tutto
tra noi, non è vero?
NOEL: Cos'era esattamente?
HANNAH: Di sicuro uno sbaglio. E anche probabilmente la cosa più
naturale che abbia fatto da mesi... E' strano, vero? Non dovevo farlo, ma
eravamo io e te... sai, New York di notte e parlavamo sempre di venire qui
insieme e... dopo anni che ti ho baciato migliaia di volte, dopo... dopo non
averti visto per mesi... Ah, di solito sono molto più forte. Non ho pianto una
sola volta da quando sono arrivata qui. Io ho lanciato una moneta, ecco come ho
deciso di venire qui. Testa, New York!... Dopo il Giorno del Ringraziamento,
sono tornata a Chicago e ho cominciato ad uscire con quel ragazzo, e... non era
così in gamba come mi era sembrato. E all'improvviso non ho più capito che
diavolo stavo facendo. E ho ricevuto la lettera con cui mi accettavano al
conservatorio di New York... è stato un bel giorno, tranne per il fatto che tu
eri qui. Comunque è venuta testa e sono qui.
NOEL: Ma noi non possiamo fingere che le cose siano come erano prima.
HANNAH: Lo so, Noel, non devi farmi la predica.
NOEL: Io pensavo che fossi a Chicago, con quel tizio, chiunque egli
sia...
HANNAH: E invece sono stata qui tutto il tempo... pensando a te...
Felicity e Noel, nella camera di lui.
FELICITY: Dunque, ecco quello che penso... Non devi andartene, ed ecco il
perché. La tua andata via servirà solo a sovvertire tutte le cose, tu sei come
un cardine sul quale... sul quale poggia tutto il resto... Ti rendi conto che se
te ne vai Richard farà impazzire qualche altro consulente e... Guy morirà di
solitudine, e Lewis non avrà più nessuno da ammirare. E pensa anche a Sensa, a
Elena, a Julie e... a me, noi abbiamo bisogno che tu resti, tu sei un ottimo
consulente interno.
NOEL: Per questo devo restare?
FELICITY: No, non per questo, perché questo posto sembrerà vuoto se te
vai da un'altra parte. Senti, io ora non so cosa siamo, né cosa saremo, né
cosa eravamo e nemmeno cosa vogliamo, ma... tra noi c'è qualcosa di irrisolto,
capisci, e... qualunque soluzione vogliamo adottare, sia che decidiamo di non
rivolgerci più la parola o di rimetterci di nuovo insieme, se decidi di
andartene, probabilmente non potremo sperimentarla. Quindi non te ne andare...
Noel e Felicity, in camera di lui.
NOEL: Senti... così non va proprio...
FELICITY: Cosa?
NOEL: Tu seduta lì e io qui che fingiamo che non sia accaduto niente...
FELICITY: Io non stavo fingendo.
NOEL: Invece io lo stavo facendo e non è possibile far finta che non ci
sia stato qualcosa fra te e... Eli.
FELICITY: Per me lui non significava niente.
NOEL: Forse questo peggiora le cose, di sicuro non mi fa sentire
meglio... non sto cercando di farti sentire in colpa, anch'io ti ho fatto del
male, lo so. Ho passato queste ultime settimane a guardarmi dentro, alla ricerca
di un modo per uscirne, però non credo di avere la tua stessa capacità di
ricominciare daccapo come se niente fosse, io non ci riesco ad essere tuo amico.
FELICITY: Ah...
NOEL: Già, mi dispiace. Adesso non sono in grado di essere di nuovo tuo
amico.
Sean e Felicity, lui la intervista in camera.
SEAN: Qual'è la lezione più importante che hai imparato finora?
FELICITY: La lezione più importante...?
...le relazioni sono difficili, è questa la lezione che ho imparato. Cominci a
vederti con una persona, fai di tutto per dare il meglio di te stessa e... e
quando meno te lo aspetti succede qualcosa che non avresti mai immaginato, una
specie di terremoto che ti sconvolge l'esistenza e... forse potrebbe anche non
essere colpa di nessuno e può anche darsi che la cosa si stesse preparando già
da un pezzo e nessuno se n'è accorto... Ad ogni modo, d'un tratto ti rendi
conto che tutto quello che avevi è ridotto in pezzi e tu ti ritrovi
completamente sola, è come se... tutto ti crollasse addosso e tu stai lì, in
quella desolazione e non sai dove mettere le mani... Alcune volte può succedere
che con una persona pensi di stare per molto tempo, ma a volte puoi sbagliare.
Le relazioni sono difficili, tutto qua.
Noel, parlando a Sean di Felicity
NOEL: No... ormai è finita. Vedi, il fatto è che se anche provassi per
un istante a dimenticare tutte le cose tremende che io e lei ci siamo fatti
reciprocamente, Felicity non è mai stata coinvolta quanto me... e questo non si
può cambiare.
Felicity e Ben, a casa di lui.
FELICITY: Non è il caso.
BEN: Cioè, non parti più?
FELICITY: No.
BEN: Perché?
FELICITY: Perché?
BEN: Sì...
FELICITY: Potrei darti un milione di motivi, ma... ma in questo momento me
ne vengono in mente soltanto tre...
BEN: Beh, ti giuro, sono davvero curioso di sentirli.
FELICITY: Allora, c'è... prima di tutto c'è il FATTORE NOEL.
BEN: Il FATTORE NOEL, che vuoi dire, è geloso?
FELICITY: No, no, non sa neanche che significa, è che... è che mi ha
invitato a Berlino.
BEN: Berlino? Accidenti, forte!
FELICITY: L'hai detto! Ed ecco il secondo, e cioè il FATTORE JULIE, e
questo ti assicuro che mi sta uccidendo...
BEN: Sì, lo so, lo so, il FATTORE JULIE...
FELICITY: Ricordi quando hai detto che Nicole ti faceva sentire in
imbarazzo con Lynn perché si...
BEN: Lo so, lo so, lo so.
BEN: Beh... insomma stai facendo la stessa cosa con me e Julie e ora io
mi sento in colpa come non so cosa.
BEN: Ehi, aspetta un secondo, c'è una grossa differenza. Loro erano
ancora fidanzati.
FELICITY: E voi due vi siete lasciati solo da poche ore!
BEN: L'hai detto, ci siamo lasciati. Qual'è il terzo punto?
FELICITY: Tu... sappiamo entrambi qual'è il terzo punto...
BEN: No, dimmelo!
FELICITY: Ti sei reso conto che stavamo per baciar... non far finta di
cadere dalle nuvole!
BEN: D'accordo! D'accordo, d'accordo! Solo perché... perché dovrebbe
essere un motivo per non partire insieme?
FELICITY: Perché sì.
BEN: Perché sì? E' questo il motivo? Perché sì? Senti... non lo so,
quella cosa di Noel, sai... Berlino è roba forte, è un occasione da non
perdere! Sul FATTORE JULIE... davvero non so che cosa dirti. Per quanto riguarda
la terza cosa l'unico motivo per cui è diventata un problema è perché in quel
momento non ci siamo baciati, così... così è diventata una questione
irrisolta...
FELICITY: Sì, certo! Direi che hai centrato la cosa.
(Ben la bacia)
BEN: E' tanto che avevo voglia di farlo.
(Felicity si alza)
BEN: Perché te ne vai?
FELICITY: Non lo so, è un riflesso condizionato.
BEN: Felicity...
FELICITY: Io non l'avevo ancora visto uno sguardo strano sul viso di Ben, non credo... ma non voglio stare sempre ad analizzare tutto, voglio che vada tutto come deve andare.
Elena e Felicity, dopo che Ben l'ha lasciata.
ELENA: Ha detto solo questo?
FELICITY: Già.
Poi sono andata via e... e non siamo più andati al Brian Park.
ELENA: Mi
dispiace tanto.
FELICITY: Io
vorrei sapere il perchè. Forse dovevo immaginare che sarebbe successo...
ELENA: No, no.
Stavi solo seguendo il tuo cuore.
FELICITY:
Adesso io lo odio il mio cuore...
ELENA: E' un
uomo. E gli uomini agiscono senza pensare.
BEN:
Sono d'accordo con te, la foto di noi due al supermercato è quella che
preferisco anch'io!
FELICITY:
Sembriamo felici...
BEN: Lo
eravamo.
FELICITY: Sì.
(Si baciano)
FELICITY (fuori
campo): Regola numero 10: non fargli capire che tieni a lui. Forse dovrei stare
attenta, io mostro troppo facilmente i miei sentimenti...
FELICITY (a
Ben): forse avevi ragione, non... non dev'essere una cosa troppo seria.
BEN: Davvero?
FELICITY:Sì,
forse possiamo viverla giorno per giorno, senza aspettative.
BEN: Sicura?
FELICITY: Sì.
(Si baciano di nuovo)
FELICITY: Sta cominciando a darmi fastidio, questo compromesso, e continuo a pensare che quella parte di me che mi ostino a soffocare rischia di scomparire per sempre.
Ben
e Felicity, per strada.
BEN: Ehi!
FELICITY: Ciao.
BEN: Che ci fai
qui?
FELICITY: Ti
aspettavo.
BEN: Ti va di
camminare un po'?
FELICITY: No...
La verità è che non riesco proprio a stare così, so che avevo detto che
potevo, ma... non ce la faccio. Non ce la faccio a venire a compromessi con me
stessa... Insomma, sono una persona emotiva, io sento le cose e... ho bisogno di
potermi esprimere e parlare dei miei sentimenti. E' così che sono fatta e...
non posso cambiare. Non voglio neanche. Il fatto è che tu lo sapevi. Lo sapevi
e mi hai cercata ugualmente, perché volevi vivere una storia con me, ma non sei
abbastanza forte per farlo, e questo in un certo senso non ti dà coraggio. E la
cosa più triste è che un giorno ti sveglierai e ti renderai conto di quello
che hai perso, ma allora sarà troppo tardi.
BEN: Io non so
cosa dire.
FELICITY: Lo
so, non fa niente.
(Gli dà un bacio sulla guancia e va via)
FELICITY : E' ormai una settimana che mi sono ufficialmente lasciata con Ben, e di tanto in tanto ho la sensazione che dimenticare una persona di cui sei innamorata non è impossibile. O forse non si dimentica veramente, forse si impara a convivere con il ricordo.

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