A WINTER'S TALE
(Racconto d'inverno)

[Parcheggio fuori dalla scuola di Capeside. La classe dell'ultimo anno si appresta a salire sul pullman per la gita scolastica, che si terrà in montagna. Gretchen ha accompagnato Pacey e Joey, che scaricano i loro bagagli.] Gretchen: La gita scolastica in montagna è un classico di questa scuola. Ed è garantito che ne succederanno di tutti i colori. Joey: Beh, conoscendo la nostra classe, ne dubito. Gretchen: Beh, quando è toccato a me, una ragazza è rimasta incinta, un altro è stato arrestato, e a me sono andati a fuoco i capelli. Pacey: In tal caso, Joey eviterà che io finisca in galera ed io starò attento ai suoi capelli. Gretchen: Beh, divertitevi, ve lo meritate. (Gretchen abbraccia prima Pacey e poi Joey. Pacey si incammina verso il pullman.) Uh, Joey? (Joey si volta verso Gretchen.) Chiama Dawson qualche volta durante questo week-end. Con tutto quello che gli sta succedendo, sono sicura che gli farà piacere. Joey: Va bene. (Raggiunge Pacey e insieme si dirigono verso il pullman.) Jen: (sta camminando con Jack) Sai, non sarei dovuta venire a questa gita. Con il signor Brooks ancora malato, avrei fatto meglio a rimanere all'ospedale con la nonna. Jack: C'è già Dawson con lei. Si faranno compagnia. Non ti preoccupare. (raggiungono Pacey) Vedrai che ti divertirai. Jen: Ha! Divertirmi? Alquanto improbabile. Oh andiamo! Si sa che le gite scolastiche sono terribilmente noiose. E' un dato di fatto, questo tipo di gite non vanno mai bene come ci si aspetta e si rivelano sempre una grande delusione. Pacey: Complimenti per l'ottimismo. Jen: Mi sforzerò di divertirmi. (Joey sistema la sua sacca da viaggio nello scomparto apposito.) Pacey: (rivolgendosi a Joey) Hey, va tutto bene? Joey: Ma certo. Pacey: Sai, era proprio questo quello di cui avevamo bisogno. Joey: Che vuoi dire? Pacey: Beh, fa sempre bene allontanarsi dalla città. Joey: Anche a due come noi? Pacey:Tutti prima o poi… ne sentono il bisogno. Joey: E anche noi facciamo parte di quella categoria? Pacey: Non lo so, tu credi che ne facciamo parte? Un tizio: (si affaccia da un finestrino del pullman e urla) Chi di voi ha voglia di spassarsela questo fine settimana, salga a bordo!! (La classe applaude il tipo. Joey sospira e lei, Pacey, Jack e Jen salgono sul pullman.) [Sul pullman. Il signor Kasden si appresta a fare l'appello mentre i ragazzi si stanno sistemando prendendo posto sui sedili.] Jen: Mi è appena venuto in mente che non solo non ho voglia di sciare, ma che non ho la più pallida idea di come si fa. A quanto pare sarà una vacanza terribile per me. Jack: Posso insegnarti io a sciare. Jen: In tal caso, sarà una vacanza terribile per entrambi. Jack: Che tu decida di sciare oppure no, non ha importanza. Vedi, lo sanno tutti che durante le gite scolastiche è la sera che ci si diverte di più. Jen: Tu dici? Signor Kasden: Potter? Joey: Presente. Signor Kasden: Price? Price! Penelope Price? Anna: (risponde lei al posto della vera Penelope) Presente! (Pacey e Joey riconoscono la voce di Anna che proviene da dietro di loro, infatti, voltandosi, scorgono sia lei che Drue seduti proprio nei posti dietro i loro, e rimangono impietriti.) Drue: (rivolgendosi a Pacey e Joey) Lucy, Ricky… che bello rivedervi. Vi ricordate di Anna…? Anna: Salve ragazzi. Jack: (rivolgendosi a Jen) Se mi ero illuso che di incontri fatali non ne avrei avuti, mi sbagliavo di grosso. Jen: Qual è il problema? Tobey? Jack: Oh Jen, andiamo. Cadi sempre dalle nuvole. Jen: E' solo che non riesco a capire, non mi hai dato ancora un buon motivo. E' forse troppo carino? O troppo intelligente? Jack: No, no… lui è così… così… Jen: Biondo? Jack: Biondo? No! Gay. Un vero gay! E quando si nota chiaramente che lo sono, non mi attraggono più, tutto qui. Jen: Ma… e se sono troppo normali? Sono un problema anche così? Pacey: (rivolgendosi a Drue e Anna) Siete davvero sicuri che il prof non si accorgerà del vostro imbroglio? Drue: Ma certo. Quando il nostro caro e distratto professore noterà la differenza, noi saremo già arrivati in cima alla montagna. (Joey ridacchia e poi si volta. Drue si avvicina di più a Pacey per dirgli...) Sai qual è la cosa più triste? Essere l'unico ragazzo che andrà in bianco questo week-end. Vero? (Pacey rimane a guardarlo per poi voltarsi verso Joey. Entrambi guardano da un'altra parte ignorando quel commento esplicito.) [All'ospedale. La nonna di Jen è seduta su una sedia accanto al letto del signor Brooks. Dawson guarda attraverso il vetro della stanza e poi entra. Si avvicina al letto del malato.] Nonna di Jen: (intenta a fare la maglia) Sono felice che tu sia venuto. Fa piacere un po' di compagnia. Dawson: Allora, che dicono i dottori? Nonna di Jen: Che vuoi che dicano, non accenna a migliorare. E' sempre in coma e anche se le macchine lo mantengono ancora in vita, nemmeno le migliori e più moderne attrezzature possono fare niente contro il cancro. Dawson: Tutto ciò non ha senso. Mi riferisco alla sua agonia tra la vita e la morte. Nonna di Jen: Sai, stavo seduta qui prima che arrivassi e cercavo di vedere questa situazione attraverso gli occhi di Arthur. Pensavo alle ultime parole che direbbe. E guardavo i medici andare e venire. Prendergli il sangue e controllare i monitor. Ma tanto alla fine della giornata non importa quello che fanno per lui, perché è tutto nelle mani di Dio. [Stazione sciistica. I ragazzi stanno scendendo dal pullman e scaricando i bagagli. Joey sta lottando con il suo pesante borsone, camminando a passo di lumaca per il troppo peso.] Pacey: Okay signorina Faccio-tutto-da-sola, lascia che ti dia una mano. Joey: Ce l'ho fatta una volta, quindi posso farcela anche una seconda. Pacey: Andiamo, non essere ridicola, dammi qua. (Le prende la sacca e se le mette in spalla, trasportandola con facilità, come se non pesasse nulla. Joey si limita a sorridere.) Signor Kasden: Attenzione! Sto per consegnarvi le chiavi delle vostre stanze, ma prima che vi facciate delle illusioni, vi ricordo che ragazze e ragazzi dormiranno in camere separate. (tutti si lamentano) Ed inoltre ho provveduto a requisire le chiavi di tutti i mini bar. (nuove lamentele. Il signor Kasden consegna ai ragazzi le chiavi delle camere e poi se ne va. Ma Drue si impossessa subito del mazzo di chiavi.) Drue: Ci penso io alle sistemazioni. (lancia una chiave a Pacey) Joey, Pacey… questa è per voi. Camera matrimoniale. Ma c'è sempre la brandina se qualcosa va storto. (lancia un'altra chiave a Jack) Jack, Jen… naturalmente voi non avete di questi problemi. Una camera qualunque andrà bene. E questa è mia. (porge le chiavi ai rimanenti studenti) Queste sono per voi. Buona fortuna. Jack: A quanto pare l'essere insopportabili non giova molto al cervello. Jen: Ignoratelo. Ci stiamo solo sforzando di non annoiarci e di divertirci almeno un pooooooh! (inciampa e cade rovinosamente a terra) [All'ospedale. Dawson esce dalla stanza del signor Brooks, un dottore lo vede e lo raggiunge per parlargli] Dottore: Dawson Leery? Dovrei parlarti con urgenza di una cosa. Dawson: Riguarda il signor Brooks? Dottore: Preferisci parlarne nel mio ufficio? Dawson: No, va bene anche qui. Dottore: Dunque, dalla cartella clinica risulta che hai firmato una delega per le spese sanitarie del signor Brooks. Ti risulta? Dawson: Si. Ho deciso di pagare io le sue cure mediche. Dottore: Si, certo. Purtroppo però la situazione è cambiata e poiché il signor Brooks non ha parenti prossimi, dovrai decidere tu per lui. Dawson: Decidere di cosa? Dottore: Dawson, ti consiglio di far venire qui i tuoi genitori. [Nell'ufficio del dottore. Mitch, Gail, Dawson e la nonna di Jen sono seduti di fronte alla sua scrivania.] Mitch: Ha firmato quella delega solo per pagare le spese mediche di quell'uomo. Dottore: So perché l'ha firmata. Gail: Quel pezzo di carta non può costringere un minorenne a decidere se staccare o meno un uomo dalle macchine che lo tengono in vita. Dottore: E' la legge. Gail: Ma lui non può decidere. Dottore: Ha ragione, non dovrebbe essere lui a farlo, ma purtroppo deve. Forse è meglio che vi lasci soli così che possiate discuterne fra di voi. Dawson: Quante sono le probabilità che si risvegli dal coma prima di morire? Dottore: Non saprei. Ma credimi, anche se ti rispondessi, ciò non renderebbe la tua decisione più semplice. Mi dispiace. (Se ne và.) Mitch: Beh… considerando la situazione in cui ci troviamo, secondo me la cosa più umana da fare è… Gail: Mitch… Mitch: Gail, anch'io vorrei evitare di parlarne, ma oramai ci siamo dentro. Gail: Dawson, non devi prendere nessuna decisione se non vuoi. Dawson: Mamma, devo farlo. Ma come faccio a sapere cosa è meglio decidere? Mitch: Non puoi saperlo. Non esiste la scelta giusta in questo caso. [Stazione sciistica. I ragazzi si stanno divertendo sulla neve, mentre Joey e Pacey sono nel loro chalet e stanno disfando le valigie.] Pacey: E' come la scorsa estate. Mancano solo l'acqua e le amache. Joey: (sogghigna) E la barca. Pacey: Si, anche quella. Ma, gli ingredienti fondamentali ci sono. Io e te. Potremmo persino appendere il cartellino 'Non disturbare' fuori dalla porta e fingere di essere approdati sulle coste della… Joey: Groenlandia? Fa un po' freddino li. (accende il caminetto) Pacey: Che ti va di fare? Sgranocchiare patatine, guardare la TV. Joey: In altre parole, un altro tipico venerdì sera a Capeside. Pacey: No, non si tratta di un tipico venerdì sera a Capeside. Qui c'è persino la TV via cavo. (accende la TV e capita accidentalmente su un canale dove stanno trasmettendo un film porno.) Ma come fanno a stare in quella posizione? (Joey si volta disgustata e in imbarazzo) Oh andiamo, era solo per ridere un po'. Joey: (che ora è tornata a trafficare con il suo bagaglio) Ridere di cosa? Pacey: Del sesso. (Joey sospira) Ridiamoci sopra anche perché a me sembra la cosa più logica da fare. Tanto non si può né cancellarlo, né evitarlo. E' dappertutto. Come il cibo, l'acqua o l'aria. Joey: Beh, allora respiriamo qualcos'altro, ok? Pacey: Perché, hai dei problemi a parlarne? Joey: Pacey, staremo qui solo per un week-end, e non ho intenzione di passarlo come abbiamo passato la scorsa settimana. Pacey: Ovvero? Joey: Lottando contro l'incredibile tensione che nasce fra di noi ogni volta che stiamo vicini. Pacey: Beh, io non sono teso. Anzi, sono molto rilassato. Sono in vacanza, Jo. Joey: Sicuro? Pacey: Sì, sicuro. Joey: Allora su questo siamo perfettamente d'accordo. Pacey: Beh, non so di preciso cosa sia questa cosa sulla quale dobbiamo essere d'accordo ma sono sicuro che lo saremo. Joey: Sto parlando del fatto che durante questa vacanza non toccheremo l'argomento sesso. Pacey: D'accordo, durante questa vacanza non toccheremo l'argomento sesso. (Joey sorride sollevata e anche Pacey sorride.) [Nello chalet di Jack e Jen. Jack sta disfando le sue valigie mentre Jen è seduta sul letto a tamponarsi la caviglia con del ghiaccio.] Jen: Che faccio se è da amputare? Jack: Vuoi che vada a cercarti un dottore? Jen: No, tanto mi sarà già venuto il livido. Jack: Come pensavo. E sai un'altra cosa? Jen: Cosa? Jack: Non lascerò che questo incidente interferisca con la nostra vacanza perché noi due dobbiamo pensare a divertirci. Anche a costo di portarti in spalla per tutti e tre i giorni. Jen: Beh, allora perché non cominci col togliermi i pantaloni? (si alza) Ahi! Voglio farmi un bagno prima di cena. Ahi… Jack: Veramente, no. Non posso farlo. Jen: (sbuffa) E perché? Jack: Perché, si insomma… tu sei una ragazza ed io un ragazzo e ci sono dei limiti e delle regole ben precise. Jen: Jack, non credo proprio che ti cacceranno fuori dalla squadra se mi aiuti a spogliarmi per fare un bagno. Ti prego. Jack: Non penso sia il caso. Jen: (si slaccia i pantaloni da sola e si sbottona la camicetta, ma Jack non la può vedere perché si è voltato per finire di disfare le valigie) Sai una cosa, dovresti darci un taglio con queste tue ridicole convinzioni di maschio su cosa sia o non sia opportuno. Okay. Va bene. Non aiutarmi. Lo terrò presente quando dovrò infilarmi ogni mattina la gamba di legno. (saltella verso il bagno) Jack: Si, beh… ( si volta e vede Jen con la camicetta sbottonata e i pantaloni aperti) O mio Dio Jen! Questo... è troppo, davvero. Jen: Cosa? Jack: A te piacerebbe se mi spogliassi di fronte a te? (Jen sorride e ridacchia maliziosamente) Non hai un minimo di ritegno. Jen: (si aggrappa al caminetto per reggersi) Ooooh… [A casa del signor Brooks. Dawson sta trafficando con un proiettore. Gretchen entra in casa con un cestino da picnic.] Gretchen: Hai fame? Dawson: Hey, ciao. Si. Anche se a dire il vero ho da fare al momento. Gretchen: Beh, dovrai pur mangiare, giusto? Dawson: Stavo scegliendo degli spezzoni da inserire nel documentario. Gretchen: Non fai altro che stare incollato davanti allo schermo. Andiamo, Dawson. Hai tante cose per la testa in questo periodo. E qualche volta del formaggio e dei crackers aiutano. (Dawson spegne la TV e si unisce a Gretchen seduta al tavolo) Dawson: Ti prego dimmi che non devo scegliere fra vari tipi di crackers perché onestamente non credo che potrei sopportare altre decisioni in questo momento. (si lamenta) Come andrà a finire? Voglio dire, un attimo prima stavo dipingendo una staccionata e un attimo dopo… Capisci, ho 17 anni. In questo momento dovrei trovarmi in montagna con la mia classe a decidere su cose del tipo 'meglio occhiali normali o protettivi'? 'Chi scelgo come compagno di stanza'? 'Farò bene a sciare anche se sono ancora ubriaco'? Gretchen: Niente va mai bene. Dawson: Che vuoi dire? Gretchen: Quando ci si avvicina all'età adulta. Dawson: In altri momenti credo che accetterei questo commento, ma ora come ora… Gretchen: E' normale che tu non ci riesca. Dawson: Quale componente della tua famiglia hai perso per primo? Gretchen: Mio nonno. Era la persona più dolce e divertente che abbia mai conosciuto. E' morto il giorno del mio ottavo compleanno. E il tuo? Dawson: Mio nonno è morto quando avevo due anni ma non ho mai perso un membro della mia famiglia al quale voglio bene. E' questo quello che non riesco a capire. Io non ho mai sofferto davvero per la morte di qualcuno. Come ha fatto il signor Brooks a credere che avrei preso la decisione giusta per lui? Gretchen: Sei la persona più giudiziosa che abbia mai conosciuto, Dawson. E probabilmente anche la più giudiziosa che il signor Brooks abbia mai conosciuto. Ecco perché ti ha scelto. Non credo che lo abbia fatto guardando alla tua giovane età e che abbia così creduto che nessuno meglio di te poteva scegliere del suo destino. Invece credo che ti abbia scelto in base al tuo cuore saggio e che abbia pensato che qualunque decisione avresti preso, sarebbe stata quella giusta. (Dawson sospira e si china a baciare la mano di Gretchen, poi lei gli carezza la testa.) [ Stazione sciistica . E' sera e Pacey e Joey si trovano fuori da un ristorante. Non conoscendolo guardano all'interno per vedere se vale la pena di mangiare li. Sembra un ristorante di alta classe. Jen e Jack si avvicinano e li salutano.] Pacey: (commenta il ristorante) Sembra carino. Jack: Fate largo all'invalida. Jen: E' solo una contusione. Venite a cenare da Greco? Jack: E' una pizzeria. Credo si trovi in fondo a quella strada. Tavoli con tovaglie a quadretti rossi, prezzi accessibili… Joey: Sembra carino. (rivolta a Jen) Sicura di stare bene? Jen: Si, sto bene. Cerco di usare soltanto la gamba buona. Jack: (rivolgendosi a Pacey e Joey) Dopo di voi. (appena lui e Jen si incamminano, Jen scivola sul ghiaccio e sbatte il sedere a terra.) Jen: Oh!! [Da Greco. I tavoli sono stati uniti insieme e i ragazzi stanno mangiando tutti insieme. Anna e Drue sono seduti di fronte a Joey e Pacey.] Anna: Allora gli dissi 'Non se ne parla nemmeno! Non lo farò mai sotto la luce del neon!' (tutti ridono tranne Joey) Drue: Che problema hai, Potter? Non hai nessuna esperienza personale da condividere con queste ragazze che hanno solo voglia di divertirsi? Joey: Trovo che queste storielle di ragazze che se la fanno col primo che capita e che magari incontrano a qualche stupida festa siano alquanto banali. Anna: A meno che non lo fai con un uomo che sa quello che fa. Drue: Beh, che altro dire. Per le ragazze la cosa è sempre più facile. (tutti i ragazzi lo applaudono) Non hanno l'ansia da prestazione, e una volta che decidono che vogliono farlo, basta chiedere. Scommetto che ognuno di voi ha nel portafoglio un preservativo. (tutti i ragazzi rispondono di si) Grazie. Joey: Non tutti i ragazzi girano con un preservativo nel portafoglio, Drue. Anna: Beh, c'è solo un modo per scoprirlo. Forza ragazzi, fuori i portafogli! (tutti tirano fuori il portafogli tranne Pacey. Poi tutti i ragazzi mostrano i loro preservativi ad Anna e Joey. Pacey si limita a sorridere) Pacey, non vedo il tuo portafogli. Pacey: L'ho dimenticato nel mio chalet. [Siamo di nuovo da Greco. La cena è ormai terminata e tutti si incamminano fuori dalla pizzeria.] Joey: (timidamente) Perché non hai voluto mostrare il tuo portafogli prima? Pacey: Te l'ho detto, l'ho lasciato nello chalet. Joey: Ce l'hai in tasca. (Pacey sospira e tira fuori il portafoglio. Lo da a Joey e lei lo apre. Tira fuori il preservativo da un taschino del portafoglio, poi lo rimette dentro e restituisce il portafoglio a Pacey, stringendosi nelle spalle. Prosegue la sua camminata verso lo chalet, seguita un attimo dopo da Pacey.) [Nella cappella dell'ospedale . La nonna di Jen è li da sola, quando Dawson la raggiunge.] Dawson: (si siede vicino alla nonna) Non so perché sono qui. Nonna di Jen: C'è sempre una buona ragione. Dawson: Viene qui per pregare? Nonna di Jen: Oh si. Ed anche per il silenzio. Dawson: Per chi prega quando viene qui? Nonna di Jen: Dipende. Prego per le persone che amo. E per quelle che non ci sono più. E tu? Dawson: Non lo so. Non prego da quando ero ragazzino. Ed allora lo facevo soltanto quando volevo qualcosa ma non avevo il coraggio di dirlo ad alta voce. Nonna di Jen: E se ora avessi il coraggio di chiedere qualcosa ad alta voce, cosa chiederesti? Dawson: E' questo il problema. Non ne ho idea. Voglio dire, a volte vorrei che lui si riprendesse e si alzasse dal letto dicendo 'siamo stati qui dentro anche troppo per i miei gusti, è ora di tornare a casa'. E a volte vorrei che morisse. Così non soffrirebbe più. Sono alla ricerca di un qualche segnale, che possa confermare ciò che mi suggerisce il mio istinto. Nonna di Jen: E cosa ti suggerisce il tuo istinto? Dawson: Di aspettare. Nonna di Jen: Allora è questo che faremo. Insieme. [Stazione sciistica. Siamo già al secondo giorno. Tutti i ragazzi stanno pattinando sul lago ghiacciato. Joey è seduta su una panchina lungo il laghetto. E' triste e imbronciata. Jack si avvicina e si siede accanto a lei.] Jack: E' solo una mia impressione o questo luogo ha un non so che dell'atmosfera anni 80? Joey: Ma con un pizzico di volgarità in più. Jack: Come sei pungente. No, intendevo quell'atmosfera giovanile vecchia maniera. Capisci, il pattinare sulla neve, e quella nostalgia per un tempo che non abbiamo mai vissuto. Joey: Si, hai ragione. Scusami. E' che… è che sono solo una gran fifona. Jack: Qual è il problema? Joey: Il sesso. Il sesso è il mio problema. Il mio solo e unico problema. Mi sono sempre convinta di dover aspettare il momento giusto. Ma ora mi sento colpevole e obbligata a… Jack: (annuisce) E non ti è mai venuto in mente che forse sei stata troppo presa dal prendere la decisione giusta che non ti sei mai fermata a pensare alla possibilità che forse la decisione giusta non esiste. E magari nemmeno quella sbagliata. E che non puoi decidere. Joey: Tu si che sei d'aiuto. Jack: A te non serve aiuto. E non devi decidere razionalmente. Ma ascoltare il tuo cuore. Joey: Ho paura. Jack: Beh… diciamo che tutte le cose più belle della vita richiedono anche tanto coraggio. Fai un grosso respiro e buttati. La paura che stai provando… sarà proprio quella che ti aiuterà a capire se ne varrà la pena di fare il grande passo. [All'ospedale. Dawson sta dormendo su una sedia. Un uomo anziano entra nella stanza del signor Brooks.] Uomo: Beh, hai vinto vecchio bastardo. La rivedrai lassù per primo. (Dawson viene svegliato dalla voce dell'uomo. Sorpreso lo guarda in faccia e capisce chi è quell'uomo, ovvero il migliore amico del signor Brooks che gli rubò la ragazza. Si rivolge a Dawson.) Che c'è ragazzo? Sembra che hai visto un fantasma. Dawson: Lei è… Uomo: Non sono molti quelli che mi riconoscono dalle vecchie foto, specialmente i ragazzi come te. Tu devi essere il nipote di Arthur. Il medico mi ha detto… Dawson: Veramente, non sono suo nipote. Sono solo un suo ammiratore. Uomo: Oh. Dawson: Mi ha detto che non la vedeva più… Uomo: Da quarant'anni. Mi ha scritto solo lo scorso mese, dicendomi che si era comportato da stupido e di perdonarlo. Perdonarlo di cosa? L'unica persona alla quale ha fatto del male è stato se stesso. Pensai di chiamarlo, dopo che lei morì. Mia moglie Ellie. Pensai che lui sarebbe stato l'unico a comprendere il mio dolore. Dawson: Cosa le ha impedito di farlo? Uomo: Capii che avrebbe sofferto della sua scomparsa ancora più di me. Immensamente di più. Tutti gli anni che ho vissuto con Ellie. Tre figli. Una casa. La felicità. Eppure lei non lo ha mai dimenticato. Fu il suo primo grande amore. Quando morirà, so già che la raggiungerà in cielo. Credo che è così che sarebbe dovuta andare. Addio Arthur. Grazie di avermi scritto. Grazie per avermi dato la possibilità di dirti addio. (fa per andarsene ma Dawson lo ferma) Dawson: Aspetti. La prego non se ne vada. Non so che fare. Non sono in grado di decidere della vita di un uomo. Uomo: In situazioni del genere ragazzo mio, ci vuole solo un po' di fede. Dawson: Io non ho fede. Non so nemmeno cosa sia. Uomo: Avere fede significa credere in qualcosa anche se il buon senso ti dice che non accadrà mai. 'Miracolo sulla 34esima strada'. Arthur ha sempre creduto che le risposte ai problemi della vita si potessero trovare nei film. (Dawson sorride) Che idea folle. Dawson: Non è poi così folle. Uomo: Siete proprio uguali. (Se ne va. Dawson incrocia le braccia e rimane a riflettere.) [Stazione sciistica. Nello chalet di Jack e Jen. Jack entra nello chalet e trova Jen accucciata a terra vicino al mini bar. Il mini bar è aperto e Jen è circondata da bottiglie di liquori.] Jen: Perdonami. La gamba mi faceva un male cane e… in mancanza di sedativi o altri antidolorifici ho cercato rifugio nella migliore medicina alternativa. Jack: Come hai fatto ad aprire il mini bar? Jen: Non hai idea di cosa può riuscire a fare una ragazza in poco tempo e con una forcina per capelli. Jack: Spero almeno che tu ti renda conto di quanto tutto questo sia patetico. (Jen si stringe nelle spalle, e lui si siede sul pavimento insieme a lei.) Jen: Sei stanco? Jack: Veramente no, anzi, sono pieno di energie. Jen: Anch'io. Jack: Sai invece di cosa sono stanco? Sono stanco di essere un tipo tranquillo. Mi comporto sempre correttamente, da bravo ragazzo. Invece voglio fare qualcosa di folle, di audace e di stupido stasera. Jen: Per esempio? Jack: Non so. Ubriacarmi. Fare a botte. Qualcosa del genere. Jen: Facciamo così. Ora ti fai un bicchierino con me e più tardi ci prenderemo a pugni. (gli versa della vodka in un bicchiere) Jack: Mi sembra una buona idea. In fondo sei tu l'esperta in imprese pericolose. E tu? Vorresti fare qualcosa in particolare? Jen: Voglio rimanere seduta qui con te. (fanno un brindisi) [Nella stanza di Pacey e Joey. Bussano alla porta, Joey va ad aprire: è Anna con indosso un bikini e sopra una felpa aperta.] Anna: Scusate. Spero di non avere interrotto niente. Volevo solo ricordarvi della piscina riscaldata. Joey: Abbiamo afferrato l'idea. Anna: Volevo solo assicurarmi che ne foste a conoscenza. Joey: Perfettamente. Anna: Okay, allora ci vediamo! (se ne va) Joey: Non hai niente da dire? Pacey: Veramente no. Joey: Ma davvero? Una donna in bikini bussa alla nostra porta chiedendo se Pacey vuole andare a divertirsi con lei e tu non hai niente dire? Pacey: Perché tanto qualunque cosa dicessi per te sarebbe sbagliata. Joey: Okay, allora uhh… fammelo sapere se ti venisse in mente qualche ideuccia da mettere in pratica con quella lì. Pacey: Oddio, tutto andava così bene finché non è tornata alla ribalta questa discussione sul sesso. Sai, stavamo passando un week-end fantastico, e mi dispiacerebbe rovinarlo con delle stupide insinuazioni. Joey: Scusami, Pace, se con i miei atteggiamenti e le mie ansie sto compromettendo la tua vita sociale. Sai che ti dico? Perché non vai dalla tua amichetta a fare un bel bagno caldo e a… Pacey: Così avresti un buon motivo per essere davvero incazzata, giusto? E' questo quello che vuoi, vero? Joey: No, tu la desideri, non è vero? Perché lei è più divertente di me, più esperta e più desiderosa di farti passare un week-end indimenticabile. Pacey: Io voglio te, Jo. E non ha senso continuare questa discussione se ti rifiuti di capirlo. Joey: Non ho dubbi che tu mi desideri, Pacey. E' solo che… non so perché o per quale motivo… Pacey: Va bene, fermati qui Jo. Entrambi sappiamo benissimo che se avessi voluto una relazione basata solo ed esclusivamente sul sesso, non avrei resistito per tutti e nove questi mesi. Joey: Si, è vero. Pacey: Quindi ascoltami bene Jo, mi rifiuto di sentirmi in colpa solo perché ti voglio in quanto non è peccato desiderare di fare l'amore con una persona che ami, proprio come io amo te. Joey: Ma è peccato quando non vuoi farlo. (Incrocia le braccia sul petto, la mascella serrata) Pacey: No. No. Non ho mai capito cos'era che non andava. Voglio dire, so che hai paura. L'ho capito. Mi hai sempre detto che hai paura di fare l'amore con me ma che non sai di preciso quale sia il motivo. Ma ora credo di averlo capito. Hai solo paura di pronunciare il suo nome. Joey: Dawson? Questo non è giusto Pacey. Non puoi mettere sempre in mezzo Dawson ogni volta che… Pacey: Okay, va bene, va bene, ascolta, voglio dirti una cosa. Vuoi sapere di cosa ho paura io? Non mi spaventa l'idea se lo faremo oppure no. Se e quando decideremo di farlo, sarà bellissimo. Ciò che mi spaventa è quel posto nel tuo cuore che riservi a Dawson Leery. Ho paura che tu voglia che la tua prima volta sia con lui. E non con me. Ecco di cosa ho paura. Joey: Se è così… se è così allora… allora perché stai ancora con me? Perché sei rimasto con me per nove mesi se è questo quello che credi, Pacey? Pacey: Forse perché ci provo gusto a farmi del male. (Se ne va e Joey scoppia in lacrime.) [Nello chalet di Jack e Jen. I due stanno ancora seduti per terra l'uno di fronte all'altro in stile indiano, accanto al fuoco. Jen si sta scolando una bottiglia. E' appoggiata a qualcosa, con un ginocchio a riposo sulla gamba di Jack.] Jen: (buttando giù un altro sorso) Ooh! Si! Jack: Ma guardami. Sono uno schifoso ubriacone. Jen: Oh! Tesoro, sei un ubriacone così divertente. Jack: Non è vero. Se lo fossi ti farei divertire. Io invece quando mi ubriaco divento… divento insopportabile e mi chiudo in me stesso. Jen: A volte queste caratteristiche riescono a rendere una persona davvero sexy. Jack: Io sexy? Essere sexy significa divertirsi. Riscaldare l'atmosfera. Mentre io mi comporto proprio come dici sempre tu: "Jack, non devi chiuderti in te stesso in ogni situazione". Invece tu, tu si che… sei sexy quando bevi. (Jen ride) E' vero! Diventi più coraggiosa e folle. Jen: No, sei tu il più coraggioso fra i due. Jack: Non è vero. Jen: Si che lo è! Jack: Ho solo paura. Jen: Paura di cosa? Jack: Ho paura che finirò col restare da solo. Ho paura di rimanere solo un amico, o un fratello o un confidente per gli altri. E nient'altro. Ma più di tutto ho paura che non riuscirò mai a trovare un ragazzo al quale vorrò bene come a te. (Jen sorride e sembra in procinto di piangere. Poi si bacia la punta delle dita e le appoggia sulla fronte di Jack. Jack è molto triste e abbattuto. Jen spinge il viso di Jack contro il suo e lo bacia in fronte. Poi si scambiano uno sguardo intenso e lentamente Jack avvicina le sue labbra a quelle di lei e si baciano teneramente.)

[Dawson e Joey sono al telefono.
Dawson è nella sua camera
mentre Joey alla stazione sciistica.] Joey:
Mi dispiace davvero Dawson. Dawson:
Anche a me. Ma sai una cosa? Sento che farò la cosa giusta. E' qui che viene la
parte più strana. Joey: Che vuoi
dire? Dawson: Ad certo punto arrivi
alla conclusione che ragionare con la testa non ti porterà a niente. E allora
non ti rimane che affidarti al tuo cuore. Al tuo istinto più umano e naturale.
E' liberatorio. Anche se pur sempre terribile, naturalmente. Ma forse è così
che deve succedere, non credi? Joey:
In che senso? Dawson: La paura di
lasciarsi andare è quella che poi ti farà sentire libero e felice quando alla
fine ci riuscirai. (Joey fa una faccia strana)
Joey: A te sembra tanto facile. Dawson:
(sospira) Infatti non lo è. Credo che il signor Brooks stesse aspettando
proprio quello. Anche malgrado la sua malattia. Credo che stesse proprio
aspettando che il suo migliore amico… Joey:
Gli dicesse addio. Dawson: Credo
proprio di si. Joey: A volte farlo
può essere molto difficile. Dawson:
Si. (Rimangono in silenzio per un lungo istante.) Ciao, Joey.
Joey: Buonanotte, Dawson. (Dawson riattacca la cornetta e rimane a
fissare il telefono. Joey invece rimane per un attimo a sentire il segnale di
linea libera, poi riattacca anche lei. Di nuovo vediamo Dawson fissare il
telefono e riflettere. Anche Joey sta riflettendo.) [Piscina riscaldata.
Pacey è appena arrivato mentre Anna sta
scendendo dagli scalini] Anna:
Ciao… Stavamo proprio per uscire. Non credevo che saresti venuto.
Pacey: Infatti non sono qui per voi. Stavo solo facendo una passeggiata.
Anna: Hey, mi sembri un po' giù. Visto che in un passato non molto
lontano mi sei stato vicino, credo sia ora che ricambi il favore, giusto? Ci
vediamo più tardi ragazzi. [Chalet di Jack e Jen.
I due sono sdraiati sul pavimento, si
baciano appassionatamente e sono in procinto di farlo...] Jen:
Ma che diavolo stiamo facendo? Jack:
Non lo so. Jen: Non possiamo farlo. (tenta di ricomporsi e si abbottona
la camicetta) Jack: Qual è il
problema? Jen: Io. Mi dispiace. Mi
dispiace, Jack, sei ubriaco e ti senti solo… e… sei gay. E anche se ora ti
sembrerà giusto farlo in seguito non ti sembrerà più tanto giusto… quando
la sbronza sarà passata. Jack: E
tu come fai a saperlo… Jen: Jack.
Jack: Mi gira la testa. Jen:
Facciamo così. Vado a prenderti del ghiaccio e poi ci beviamo un paio di
bicchieri d'acqua. Jack: Va bene. (Jen
raccoglie il cestello del ghiaccio, poi Jack allunga una mano e le dice) Jen?
Jen: Si? Jack: Mi
dispiace. (si allontana sorridendo) [All'ospedale. Dawson, Gretchen, la nonna di Jen, Mitch, Gail e il dottore sono al capezzale del signor
Brooks. Il dottore spegne i macchinari che lo tengono in vita. Sul monitor si
vede il battito cardiaco rallentare fino a che il tracciato diviene piatto. Il
dottore spegne anche il monitor. Tutti escono dalla stanza, tristi e
dispiaciuti, tranne Dawson.] Dawson:
Addio, signor Brooks. [Stazione
sciistica.
Jen sta gettando le bottiglie vuote nel secchio, davanti alla baita.
Alcune le cadono a terra, si china per raccoglierle ma in quel preciso istante
la raggiunge il signor Kasden.] Signor
Kasden: Ma che diavolo succede? Jen:
(getta le ultime bottiglie nella spazzatura) Uh, riciclo un po' di vetro.
Buonanotte! (ritorna velocemente in camera.) [Pacey e Anna sono seduti di fronte a un falò all'aperto]
Anna: Ho capito che non vuoi rompere con lei. Ma a me va bene. Non è un
problema. Però sarebbe un vero peccato sprecare questa opportunità… (si
avvicina a Pacey per baciarlo) Pacey:
(tirandosi indietro) No Anna, tu non hai capito proprio un bel niente. Non
voglio fare niente con te. Anna: Io
non ti capisco, è solo sesso. Niente di più. E poi siamo entrambi adulti.
Pacey: No, non siamo affatto adulti, anzi tutto il contrario, e non
voglio fare sesso con te. Ho già una ragazza con qui voglio stare insieme e non
solo per una notte. Il solo pensiero di perderla o di ferirla, mi fa impazzire. E
con lei non voglio fare solo del semplice sesso. Voglio condividere la cosa più
bella e intima che due persone possano condividere. E non mi importa quanto dovrò
aspettare. Perciò ascolta, mi dispiace che tu mi abbia frainteso. (si alza e se
ne va, lasciando un'Anna triste e imbronciata. In quel momento nota che Joey si
trova a pochi passi da lui e lo sta guardando, commossa, così si avvicina a
lei.) Ciao. Joey: Ciao.
Pacey: Da quanto tempo sei qui? Joey:
Abbastanza da ricordarmi perché ti amo. Perché ogni parte del mio essere ti
ama. (Lo bacia sulla fronte e, prendendolo per mano, si incamminano verso il
loro chalet.) Hey Pace? E' giusto che tu sia preoccupato. Come è giusto che tu
sia arrabbiato, ne hai tutto il diritto. Pacey:
Non sono arrabbiato con te. Joey: E
invece sì. Ma è giusto. Ne hai il diritto. Non sei costretto a fingere per
tutto il tempo. Quanto a me, non ho motivo di avere tanta paura. (si baciano) Pacey: Che ne diresti di tornare nel nostro chalet, chiudere
la porta a chiave, e coccolarci un po' mentre ti leggo una storia?
Joey: Ma non abbiamo libri. Pacey:
Allora inventerò una storia io. Joey:
Buona idea. [A casa del signor Brooks. Dawson sta allestendo lo schermo di proiezione. Mitch è seduto sul divano,
mentre la nonna di Jen su una sedia. Gail li raggiunge portando due grandi
scodelle di pop-corn.] Gretchen:
Un po' più a destra. (Dawson aggiusta lo schermo)
Gail: Pop-corn? Nonna di Jen:
Chi ti ha ispirato questa idea? Dawson:
A dire il vero, proprio lei. Quando mi ha detto che non aveva mai visto uno dei
suoi film. Nonna di Jen: Ne sarei
molto felice. Dawson: (tutti si
accomodano ai loro posti) Credo è che così che avrebbe voluto essere
ricordato. Nonna di Jen: Hai
ragione. Mangiamo i pop-corn. (il film inizia e tutti lo guardano. Gretchen si
siede sulle gambe di Dawson, e lui appoggia il mento sulla sua testa.) [Stazione sciistica. Chalet di Pacey e Joey. Joey sta seduta di fronte alla specchiera. Indossa i
pantaloni del pigiama e una camicetta. Si sta spazzolando i capelli. Pacey esce
dal bagno.] Joey: Ciao.
Pacey: Ciao. (le fa capire che vorrebbe spazzolarle i capelli, e resta in
piedi dietro di lei) Posso? Joey:
Certo. (gli porge la spazzola e lui le spazzola i capelli.) Senti, Pacey...
Pacey: Sì? Joey:
(timidamente) Hai ancora con te il portafoglio?
Pacey: (baciandole delicatamente la mano) Credevo che non dovessimo
parlarne più. Joey: (togliendo la
spazzola dalle mani di Pacey) Infatti. Pacey:
Okay. (tira fuori il suo portafoglio dalla tasca. Poi la circonda con le sue
braccia tenendo il portafoglio proprio davanti a lei. Lo apre e tira fuori il
preservativo) Vuoi buttarlo via? Joey:
(prendendo il preservativo) Solo l'involucro.
Pacey: (facendo voltare Joey per poterla guardare in faccia) Se si tratta
di… Joey: Pacey… si tratta del
modo in cui mi hai aiutato a portare le valigie. E di quando andiamo al cinema e
mi compri i pop-corn, portandoti sempre dietro un fazzoletto per non farmi
pulire le mani unte sui jeans. O di quando la scorsa settimana siamo andati al
minigolf e tu tiravi sempre per primo così da potermi suggerire il percorso
giusto da compiere. Pacey: Beh, è
solo… Joey: (sbottona la camicia
di Pacey e lui geme appena) Mi hai insegnato a guidare. E l'anno scorso al
ballo, ti sei ricordato che il braccialetto che portavo era di mia madre. E dopo
che mi hai baciato per la prima volta amore mio (gli sfila la camicia dalle
spalle. Pacey non distoglie mai lo sguardo da quello di lei) la seconda hai
contato fino a tre prima di farlo di nuovo, nel caso avessi voluto fermarti. (gli
bacia la punta delle dita) Mi hai comprato un muro.
Pacey: Non è che l'abbia proprio comprato… Joey: Stiamo stati soli per tre mesi su una barca e tu senza
neanche chiedermelo sapevi già che non mi sentivo pronta a farlo. (gli sfila
anche la canottiera dalla testa) Vuoi chiedermi perché ora lo sono? (Pacey le
scosta i capelli dal viso. Si tengono per le mani e si accarezzano con la punta
delle dita.) Pace? Ora conterò fino a tre… e poi ti bacerò. E se tu non lo
vorrai… basta che mi fermi. (Si guardano negli occhi con passione. Poi Joey fa
scorrere un dito sul braccio di Pacey e sul suo petto.) Tre, amore mio. (si
baciano, Pacey chiude la mano di lei nella sua e poi le accarezza i capelli. Poi
le lascia una scia di baci sul collo, mentre lei si porta la mano di lui sul
viso e gli bacia il pollice. Poi Pacey le bacia la spalla, lasciando che la
spallina della camicetta cada e le scivoli sul braccio. Joey si aggrappa a lui
mentre Pacey la solleva e le bacia il braccio e torna ancora su, strofinandole
il collo col suo viso. Poi si avvicinano al letto, ma Pacey non smette mai di
baciarla dappertutto. Joey geme felice, mentre la scena sfuma in nero.)
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