So che corriamo il rischio di apparire esibizionisti ma ... NOI CE L'ABBIAMO FATTA!! E chi simpatizza per il mondo delle moto sa di cosa stiamo parlando.
Quest'anno il tempo è stato del tutto inclemente con chi aveva programmato di partecipare a questo raduno. La neve, anche se ha impedito che la temperatura scendesse troppo (abbiamo raggiunto "solo" i -15°C), è stata la causa di moltissime rinunce anche a poche decine di chilometri dalla meta.
Il programma era: "partenza Venerdì mattina ed in serata arrivo al raduno dopo 620 Km di strada in sella alla moto. Il Sabato era dedicato al riposo ed allo svago razzolando per il campo in cerca di qualche stranezza. Domenica rientro". Facile no!?
I Fatti: Venerdì ore 9:00 gelateria "La Serenissima", appello prima di partire: Corrado, Eros, Sale, Tony ed io (Mando), ognuno con la sua moto, bene!... siamo già in ritardo di mezz'ora perchè qualcuno doveva fare il giro degli amici e fare un po' lo spaccone prima di partire. Comunque è una bella giornata ed i cuori volano alti, vorrà dire che arriveremo mezz'ora dopo!
Al confine con l'Austria facciamo la prima sosta e troviamo un gruppo di friulani DOC: pantaloni e giacca di pelle, giubbino in jeans tappezzato di toppe e... domopac per proteggere le gambe dal vento! Alla faccia del nostro corredo supertecnologico... sicuramente il domopac non può essere meglio dei tessuti sperimentati per anni negli studi della NASA, quindi tiriamo dritti facendo finta di avere i piedi caldi.
Passiamo il confine in direzione di Salisburgo lasciandoci alle spalle l'Italia e ... il bel tempo, stiamo andando dritti verso la perturbazione proveniente dalla Siberia che era stata annunciata ... avevano ragione, ma ce ne accorgiamo solo quando siamo dentro una vera e propria bufera di neve. L'autostrada è bianca e l'asfalto nero si vede solo dalle due scie lasciate dai pneumatici dei camion. La visibilità è già scasa per la fitta nevicata, ma la condensa che si ghiaccia all'interno della visiera è veramente un problema, ci sono -10°, nevica e dobbiamo procedere con la visiera alzata per sapere dove stiamo andando ... ma non è ancora troppo!
La strada è scivolosa e si cominciano a vedere le prime moto per terra, anche a meno di 40 Km/h una manovra un po' più di "morbida" vuol dire perdere aderenza.
Ci fermiamo ad un autogril trafficatissimo di motociclisti per aspettare che smetta di nevicare, ritroviamo i friulani, ed ormai non possiamo più fingere... fa freddo!
Una volta usciti dall'autostrada il tempo migliora ma l'ago segna sempre -10. Ci fermiamo a Tittmoning per un caffe veloce. Mancano 200 Km al raduno. Dopo dieci minuti usciamo dal bar, ha ripreso a nevicare, ci sbrighiamo ma comincia a fare buio, fuori dal paese la strada comincia a salire, nevica sempre più fitto e la strada diventa pericolosa. Abbiamo fatto 500 metri e decidiamo di tornare al paese e cercare una camera per la notte. Ci giriamo e ... ci troviamo di fronte ad una pista di neve! Corrado ed io scendiamo con non pochi problemi ma gli altri non riescono a tenere in piedi le loro moto, una macchina si intraversa e non riesce a ripartire senza perdere aderenza, si forma una coda e per portare giù le tre moto rimaste ci mettiamo quasi un'ora e mezza.
Al paese troviamo molte moto bloccate dalla neve come noi, ed anche i nostri amici friulani stavano cercando un posto dove pernottare. Passiamo la serata tutti assieme, l'ostello è praticamente nostro, mangiamo, beviamo e cantiamo, si comincia con le classiche immortali di Battisti e Vasco, poi, col salire del grado alcolico del sangue in circolo, migliora anche l'originalità delle canzoni, cominciano i cori alpini seguiti a ruota da canzoncine più spinte, ogni gruppo aveva le proprie ed a turno le si cantava rigorosamante in dialetto, per la cronaca, anche se subito non lo si capisce, quelle friulane sono le piu spinte.
Alla mattina ripartiamo ma ricomincia a nevicare ed i pochi semafori dei paesi obbligano i motociclisti a frenare dove sarebbe meglio aspettare che la moto rallenti da sola. La situazione si fa critica, desistere o continuare? Dopo un lungo confronto ci dividiamo, Corrado ed io che abbiamo moto più gestibili continuiamo, gli altri tre desistono, sei o sette cadute, anche se senza conseguenze, fermerebbero chiunque.
Ci salutiamo con non poco dispiacere e mentre nevica con meno violenza ripartiamo. Per ironia della sorte dopo pochi chilometri, Corrado ed io troviamo il bel tempo e le strade sono pulite, passiamo senza problemi per Passau e continuiamo in direzione Deggendorf, ora dobbiamo fare attenzione alle indicazioni per il raduno, non è facile capire se stiamo andando nella direzione giusta visto che le moto sono un po' ovunque e dirette in tutte le direzioni, impossibile sapere se stanno andando o tornando dal raduno o se stanno girando più o meno a casaccio come noi, finalmente troviamo le indicazioni e ci rassereniamo ... siamo arrivati!!
Lo spettacolo è incredibile non avevo mai visto tante moto tutte nello stesso posto, prima di arrivare all'entrata del campo percorriamo una strada di qualche chilometro interdetta alle macchine e fiancheggiata da una fila di moto ininterrotta dove abbiamo lasciato le nostre.
All'entrata ci dicono che ci sono circa 5 mila moto, la metà rispetto agli anni passati per colpa del maltempo, e già così è quasi impossibile muoversi. Davanti a noi c'è una piccola vallata letteralmente ricoperta di tende distese alla meno peggio su mezzo metro di neve.
Ci sono delle moto che non si riconoscono per quanta neve hanno sopra, impossibile che l'indomani ripartano senza problemi, ma sembra che sia la prassi lasciare la moto senza protezioni contro le intemperie, ecco perchè ci sentivamo osservati quando, oltre al classico telone coprimoto, abbiamo avvolto il motore con una coperta per tenerlo il più possibile isolato dall'umidità e dal ghiaccio.
Mentre giriamo per il campeggio in cerca di un posto per la tenda ci rendiamo conto di aver stampato in faccia il sorriso dei bambini quando scartano un nuovo giocattolo.
Per niente organizzati cerchiamo di prepararci la cena: tonno e fagioli freddi, spiedini di carne appena scottati e vov ... la bottiglia d'acqua si era ghiacciata.
Dopo cena, incontriamo i friulani che cercavano un posto per la tenda e ci organiziamo in un mini campo base, anche alcuni del loro gruppo, dopo la nevicata della mattina, avevano deciso di ritornare verso casa.
Purtroppo è già buio quando cominciamo a visitare il campo e tutte le manifestazioni in programma erano già finite, non ci resta che scaldarci con del vin-brulè e guardarci intorno tra bancherelle, cori e gare di slittino improvvisate nelle stradine attorno alle tende ed alle moto di gente che l'indomani si sveglierà con un gran mal di testa.
Stanchissimi ci portiamo in tenda per cercare di riposare, domani dobbiamo tornare a casa e dopodomani si ricomincia a lavorare, ma è già difficile prendere sonno quando ci sono 15 gradi sotto lo zero, e quando tutto attorno la gente continua ad esplodere petardi, a cantare e a far rombare i motori delle moto, dormire diventa impossibile.
La mattina sveglia all'alba e partenza immediata, raccogliamo le nostre cose velocemente e andiamo alle moto. Per fortuna è una bella giornata e lo sarà fino a sera. Arriviamo a Mestre alle ore 20:30 sporchi, stanchi ma esaltati.
Il perchè abbiamo fatto una cosa simile è difficile da spiegare e forse non c'è una spiegazione accettabile, ma so che ora abbiamo degli amici in più da cercare ai prossimi raduni e un legame più forte che mi lega a quelli che già avevo e che hanno partecipato con me a questa avventura, e questo basta per farmi felice di avervi partecipato.
Mando