LiveNet

Presentazione del sistema informativo Extranet Ente Fori Romani "LiveNet": questo documento descrive la struttura e le scelte comunicative fatte per implementare il servizio informativo sull’area archeologica detta "Foro Romano" a cura dell’Ente Fori Romani.

REQUISITI E SCELTE DI PROGETTO

Per la creazione del un servizio informativo legato all’area archeologica detta "Foro Romano", Ente Fori Romani ha dovuto affrontare una lunga serie di domande.

Innanzitutto è stato necessario decidere se pensare ad un sistema informativo realizzato mediante cartellonistica e indicazioni fisicamente visibili sul posto oppure mediante un sistema elettronico. La scelta fatta aderisce alla seconda ipotesi per rispondere ad una precisa esigenza "quantitativa": avere l’opportunità di trasmettere una mole anche notevole di informazione senza intaccare proporzionalmente l’ambiente in cui il sistema verrà installato.

Indipendentemente da qualsiasi altra considerazione, strutturare oggi, alla fine degli anni ’90, un servizio informativo su supporto digitale (elettronico, informatico…) secondo i tradizionali canoni del "sistema chiuso" è controproducente ed inefficiente da molti punti di vista. Tradizionalmente, infatti, per "sistema informativo" si intende una "struttura" in grado di trasferire informazioni, genericamente "utili" o didascaliche ma comunque informazioni "in loco". Sistemi informativi chiusi strutturati per produrre informazione fruibile localmente esistono (anche se non all’interno della nostra area di riferimento) e riconosciamo che se ben realizzati hanno anche la possibilità di funzionare egregiamente, sempre rimanendo la caratteristica di essere "chiusi" ovvero di essere realizzati in maniera non facilmente aggiornabile con nuove informazioni e generalmente necessitanti un particolare tipo di hardware (ovvero terminali e server dedicati). L’evoluzione della tecnologia digitale e la straordinaria diffusione della rete Internet, però, hanno introdotto delle novità’ che è impossibile non mettere in conto.

In primo luogo qualsiasi sistema deve fare i conti con la cosiddetta "interfaccia utente" ovvero con l’aspetto grafico-ergonomico del dispositivo. Esempi facilmente rintracciabili di "interfaccia utente" sono i terminali Bancomat, come pure tutti i "sistemi informativi chiusi" visti fino ad oggi. Se fino a ieri l’esperienza dei molti non comprendeva una interfaccia utente "standard", giustificando in un certo senso lo sviluppo di sistemi originali e chiusi, oggi esiste invece un substrato su cui ogni nuovo sistema deve poggiare se vuole essere facilmente usato da chiunque. Questo substrato è l’architettura browser/rete e personal computer, che significa essenzialmente mouse e azione tipo "punta e clicca". L’"interfaccia utente standard" offerta dai browser per il servizio WWW della rete Internet basa tutta la sua potenza soltanto sul concetto di ipertesto e sulla "cliccabilita’" delle parole chiave: non esistono limiti al loro numero, come non esistono limiti di spazio o capacita’ massima di informazione, che può essere testuale, grafica, fotografica fissa e in movimento.

Da queste considerazioni, quindi, la decisione di studiare un sistema "aperto" piuttosto che chiuso e di sfruttare un qualunque browser per la visualizzazione delle pagine di informazione, ovviamente scritte secondo il linguaggio di etichettatura "aperto" HTML.

LOCALE VS GLOBALE: EXTRANET

Scartata l’idea del sistema chiuso, con hardware e software dedicato, le opzioni tra cui scegliere riguardano il "raggio di azione" di un sistema informativo realizzato secondo le tecniche della rete Internet (e ad essa immediatamente collegabile): recintarlo localmente o globalizzarlo sulla rete?

Un ipertesto realizzato con HTML è tipicamente diretto ad essere ospitato su un server collegato alla rete Internet nella sua globalità’. Ciò non impedisce, però, lo sfruttamento delle stesse strategie e degli stessi identici mezzi attraverso una rete locale (con una velocità’ di trasferimento dei dati nettamente superiore) che nel caso in cui utilizzi gli stessi protocolli della rete globale (essenzialmente il doppio protocollo TCP/IP) viene indicata generalmente col nome di Intranet. Il limite estremo è costituito addirittura dal singolo computer: gli stessi file preparati per la rete globale o locale possono con successo essere impiegati in una singola postazione, attraverso l’uso di un normale elaboratore, come tipicamente avviene nei sistemi informativi chiusi spesso realizzati appositamente per specifici scopi e altrettanto spesso lasciati a se stessi dopo un certo periodo.

La scelta di Ente Fori Romani tenta di mediare fra due esigenze diverse: offrire informazione locale, ausiliaria e fondamentale per la visita vera e propria, e creare una "personalità’" virtuale all’area archeologica. Si raggiungerebbe, in questo modo, più di uno scopo: diffusione mondiale dell’immagine dei Fori, a livello promozionale e con possibilità di creare un servizio di pubbliche relazioni direttamente in rete, strumento di gestione delle informazioni relative al Foro a qualsiasi livello e importanza, strumento pratico per la pianificazione remota della visita al Foro attraverso l’attivazione di servizi privati già collegati alla rete ma svincolati gli uni dagli altri, "semplice" presenza culturale di uno spazio unico al mondo. La mediazione fra tutti questi interessi è tecnicamente facile da raggiungere ed efficiente, basandosi su quel paradigma detto "Extranet" il quale sta velocemente dilagando nei sistemi informativi, per il momento aziendali ma è facile prevederne una diffusione soprattutto per le istituzioni artistiche come musei o archeologico-storiche, in generale tutte le strutture che sono fisicamente visitabili.

L’architettura Extranet prevede l’unione di una rete locale, realizzata secondo una tipologia a piacere, con la rete Internet mediante un collegamento fisico fra un nodo della rete locale (che prende il nome di server proxy o firewall) e l’utilizzazione del protocollo TCP/IP per lo scambio dei pacchetti di informazione. Una rete Extranet si differenzia, dal punto di vista dei contenuti, da una normale Intranet e dalla globale Internet essenzialmente per il fatto che a priori si prende atto della sua duplice natura, locale e globale, e si strutturano i contenuti in funzione delle diverse possibilità’ o richieste derivanti dal cliente locale e dal cliente remoto.

LA RETE LOCALE

Struttura fisica della rete

La rete locale nella sua fisicità si basa sull’utilizzo di comuni elaboratori installati dentro appositi manufatti. E’ realizzabile secondo una delle normali configurazioni "ad anello" oppure "a stella", struttura più efficiente soprattutto se il numero dei terminali rimane basso. Il collegamento fra terminale-punto informativo e server centrale, collegato al resto della rete Internet, può essere realizzato tramite cavo o addirittura "wireless", con una limitazione in questo caso della velocità di trasferimento dei dati che comunque rimane sempre superiore ai due Mbit al secondo, ovvero il limite minimo della connessione Unisource alla dorsale italiana, come pure alla dorsale Garr universitaria. Particolarmente fattibile, data la contiguità spaziale, appare il collegamento della rete locale dedicata al Foro Romano con la rete interna dell’amministrazione Comunale insediata nel Campidoglio.

Non volendo sfruttare per i terminali sorgenti di alimentazione alternative (come pannelli di silicio e accumulatori) sarà comunque necessario connetterli alla tensione di rete, quindi non si vede la necessità di utilizzare obbligatoriamente il collegamento senza fili. Il collegamento cablato offre una notevole sicurezza d’uso (immunità ad eventuali disturbi elettromagnetici) ed una velocità di trasferimento dei dati drasticamente superiore, tipicamente 100 Mbit/sec nelle reti ad architettura FastEthernet.

I terminali possono essere costituiti da semplici elaboratori di classe addirittura 486, data la scarsa potenza e velocità di calcolo richiesta dal sistema. Più importanti caratteristiche sono la quantità di memoria RAM, la qualità intrinseca dello schermo (che può essere a cristalli liquidi TFT matrice attiva oppure a tradizionale tubo catodico) dalla risoluzione minima di 800 x 600 pixel e la qualità della scheda video. Nulla vieta l’utilizzazione dei nuovi elaboratori detti "Network Computer" (IBM ne ha già in catalogo) caratterizzati per essere estremamente semplificati (grandi come un comune vocabolario) e completamente "browser-centrici".

Collocazione dei terminali: i "Punti di vista"

Per realizzare praticamente il sistema LiveNet abbiamo deciso di individuare all’interno dell’area archeologica non una serie di percorsi: infatti, per la natura stessa del sito è praticamente impossibile stabilire una serie di percorsi preordinati. Ci è sembrato molto più interessante, invece, individuare una serie di punti "notevoli" all’interno dell’area, punti che chiameremo "Punti di vista" (Point Of View – POV), in grado di essere soltanto dei nodi da unire secondo la propria personale "spinta esplorativa". Non a caso queste caratteristiche sono le costituenti dello spirito stesso della visita, come del viaggio "alla scoperta di", come della rete Internet.

La scelta di questi punti idonei alla collocazione dei terminali è stata influenzata dalle seguenti variabili:

Collocazione terminale Tito Ecco qui di seguito alcune fotografie che ritraggono il luoghi individuati come "punti notevoli", iniziando dall’ingresso orientale del Foro Romano, il primo terminale potrebbe essere collocato in corrispondenza del dislivello provocato dagli scavi sul basolato augusteo presso l’arco di Tito. La differenza di altezza consente, infatti, di godere di una visuale piuttosto ampia dell’area stessa e allo stesso tempo il terminale, denominato non casualmente "Tito", risulterebbe piuttosto visibile ai visitatori-utenti.

 
Altro luogo dove si è ritenuto necessario collocare un’unità informativa è lo spazio interno della cosiddetta basilica di Massenzio o Costantino, in prossimità dell’entrata per consentirne la visibilità, ma leggermente spostata sul lato sinistro per non provocare ingorghi di traffico. Il nome di battesimo dell’unità che si è pensato di proporre è Costantino. Collocazione terminale Costantino
Punto di collocazione dei terminali Antonino e Faustina La Via Sacra, straordinariamente ricca di testimonianze del passato, costituisce una localizzazione obbligatoria per una o più di una delle nostre unità informative. Il sito individuato come ideale è collocato al di sopra della piattaforma che ricopre le rovine della Regia, frontalmente al Tempio di Antonino e Faustina. Anche qui il dislivello ottimizza il campo di osservazione e lo spazio è sufficiente per l’installazione e la fruizione anche di una coppia di terminali, i quali verrebbero eventualmente "battezzati" Antonino e Faustina.

Proseguendo verso il lato occidentale del Foro, si raggiunge la zona circostante all’ara di Cesare, in prossimità dello sbocco della via (argiletum) che conduce dall’ingresso principale su Largo Romolo e Remo all’interno del parco. Si tratta di uno dei punti nel Foro Romano, in cui si avverte fortissima
l’esigenza di informazione. Una larga maggioranza delle rovine del Foro repubblicano si presentano, all’occhio del visitatore, come disposte a 360 gradi intorno a questa area.
Collocazione terminale Ara di Cesare

Nella foto (che risale ad un periodo antecedente la posa in opera della copertura)  si puo' vedere la localizzazione esatta del terminale, chiamato appunto Ara di Cesare, che si è scelto come campione per presentare il sistema informativo.
 

 

 
Ai due lati dell’estremità orientale del Foro Romano sono collocati gli ultimi due POV, denominati Rostri e Comizio, per legarli al loro luogo di installazione (rispettivamente alla destra dei Rostri e nell’area del comizio, sul lato dell’accesso al santuario del Lapis Niger che da verso la Curia).

Si è ritenuto opportuno collocare un’unita informativa nel cortile collocato all’accesso principale del Foro, data la disponibilità di spazio e la naturale predisposizione dei visitatori a ricercare delle informazioni su ciò che stanno per vedere. Attualmente, infatti, il cortile ospita un piccolo banco che offre ai turisti una audioguida per il Foro Romano ed il Palatino per la "modica somma" di lire 12000.
Punto di collocazione terminale Rostri

Realizzazione dei terminali: estetica ed ergonomia

I terminali locali saranno realizzati tenendo presenti i seguenti punti: minime dimensioni, massima individualità, massima semplicità costruttiva. L’esperienza ci insegna, infatti, che terminali troppo complessi, troppo grandi e realizzati senza tenere presente che oramai l’utente è in grado di interfacciarsi con un normale computer sono inefficienti, ingombranti, costosi e sostanzialmente inutili se non allo scopo preciso che si sono prefissi, tipicamente con poca lungimiranza. E’ scartata a priori, quindi, l’utilizzazione di sistemi "touch-screen" che apparentemente sono molto intuitivi da usare ma che impongono una quantità di "pulsanti" troppo bassa ed una grafica troppo semplificata: l’utilizzazione di dispositivi di puntamento più selettivi è oramai familiare a chiunque, oltre a costare molto meno ed essere di immediata implementazione.

L’elaboratore sarà installato in una struttura realizzata in materiale plastico o in metallo, studiata sia per offrire una protezione ed un supporto a componenti tipicamente separati fra loro come unità centrale, schermo e trackball. Inoltre tale contenitore, oltre che avere qualità esteticamente compatibili con l’ambiente, deve garantire la massima immunità al principale ostacolo del posto, ovvero la luce solare che rende difficoltosa la visione di qualsiasi monitor.

L’interfaccia utente

Una trattazione esaustiva di questo paragrafo occuperebbe molto spazio. Quindi elencheremo solamente i punti fondamentali delle nostre scelte.
Volendo strutturare una interfaccia che fosse massimamente "universale’ abbiamo deciso di adottare una cosiddetta "metafora televisiva", ovvero la strutturazione di un format che richiamasse in particolare quello classico nella visione di uno schermo televisivo. L'aspetto "spettacolare" e' evidenziato dalle due bande nere che formano un layout di tipo "letterboxed", tipico nella visione dei film piu' spettacolari (questo perlomeno fino all'adozione di schermi con formato allargato).
Seguendo questa scia appare naturale la scelta di puntare molto sull'impatto fotografico, una scelta che puo' penalizzare la fruizione in remoto. Confidando in nuove tecniche di codificazione e in nuove reti piu' veloci questo problema potrebbe superarsi. Comunque, la fruizione tramite la rete locale non sarebbe affetta da questi problemi, potendo addirittura permettersi altri tipi di messaggio, come quello vocale o dell'immagine in movimento.
Concludendo, nella migliore tradizione della "navigazione", la visita reale si affianca alla visita "virtuale" e viceversa, non differenziando troppo l'informazione che puo' essere ricevuta in loco come a migliaia di chilometri.
 

Miglioramenti futuri

Per la sua natura di sistema aperto "LiveNet" si presta particolarmente alle future evoluzioni, alcune delle quali sono fattibili immediatamente. Per esempio sembra naturale e spontaneo aggiungere alcuni componenti hardware ai terminali per permettere l’effettuazione di telefonate, sia sulla tradizionale rete telefonica che attraverso la rete Internet; ovviamente il collegamento può essere anche video, aggiungendo una piccola telecamera, la quale aprirebbe notevoli possibilità d’uso ulteriore.

Innanzitutto sarebbe possibile spedire una "cartolina elettronica": quale visitatore resisterebbe alla tentazione di spedire (gratis o a pagamento) una propria immagine all’interno del Foro Romano, immagine istantaneamente trasmessa in qualsiasi parte del globo?

Poi, secondo una usanza che si sta diffondendo sulla rete anche per luoghi decisamente improbabili, sarebbe possibile offrire al mondo connesso della rete l’accesso diretto, 24 ore su 24, al Foro Romano attraverso tutte le telecamere piazzate su ogni punto di vista, che quindi non sarebbero mai del tutto inutilizzate, servendo anche a scopi di controllo interno, per esempio.

Attraverso la rete locale, poi, potrebbero essere distribuiti ("messi in rete") tutti i contenuti e i prodotti informativi legati al Foro, come i molti CD ROM dedicati all’argomento, anche non direttamente prodotti da Ente Fori Romani.

Ovviamente senza un confine preciso la possibilità di ampliare la struttura del sito con nuovi contenuti, realizzati direttamente da Ente Fori Romani o da altri, inseriti fisicamente in loco o raggiungibili attraverso la rete globale.

L’IMPORTANZA DELL’APERTURA ALLA RETE INTERNET

Strategie comunicative e attribuzione di personalità’ al museo all’aperto più grande del mondo.

Prima di affrontare lo studio e la ricerca delle soluzioni tecniche e grafiche per la realizzazione del suo sistema informativo, Ente Fori Romani ha dovuto ricercare degli obiettivi al di là della superficie significante. In senso stretto si è riflettuto sulla personalità dell’area Foro, dando per buono che luoghi particolari, come persone, posseggano (o potrebbero possedere) riflessi di personalità: un sistema informativo locale, soprattutto se espanso globalmente a livello planetario, può (deve) sapientemente appoggiarsi alle fondamenta di personalità già esistente, magari espanderle, per costruire una immagine a tre dimensioni, spendibile, accattivante in funzione agli scopi che ci si prefigge. In effetti, questo è genericamente il ruolo dell’advertising che e’ direttamente collegabile con l’idea di un servizio informativo, laddove il confine fra informazione e promozione è davvero molto sfumato.

Il più importante riguarda la personalità stessa della zona foro: considerarla come una sezione di tempo oramai svincolata dalla realtà, o come un’area in cui valgono particolari "proprietà" ma comunque viva ed immersa nel flusso "informativo" che domina il resto del mondo?

La soluzione a questa riflessione sembra essere spontanea sostando davanti al punto detto "Ara di Cesare". Il punto di vista "Cesare" è veramente fuori del tempo: contemporaneamente fermo al giorno della sepoltura del grande conquistatore ma in movimento col resto del mondo. Dunque questa è la personalità dell’area Foro, che peraltro risulta diffusa su più epoche anche non particolarmente remote: incredibili agli occhi del visitatore possono apparire le diverse fasi di scavo, e quindi di vita, nel corso del solo XIX secolo, come documentato da fotografie che si possono reperire addirittura in rete, nei siti di università sparse per il mondo.

Il carattere che abbiamo deciso di evidenziare è dunque particolarmente intrigante: trasformare una zona che per tanti motivi sembra vissuta passivamente dalla città e dall’amministrazione in una zona immersa nel flusso temporale, come se non fosse mai spenta totalmente la sua funzione nei riguardi del mondo. Per questo motivo non abbiamo considerato la possibilità di espandere il concetto della "ricostruzione virtuale" di ambienti oramai non più esistenti: avrebbe un senso, a nostro avviso, soltanto nel caso in cui si potesse sfruttare una piattaforma di realtà virtuale immersiva (ovvero con l’uso di dispositivi quali caschi o visori tridimensionali in grado di far sparire la mediazione di schermi comunque bidimensionali). Da notare che, al contrario, molti approcci alla diffusione di informazione sul Foro (attraverso pubblicazioni cartacee o su CD-ROM per esempio) tendono in maniera molto spinta alla presentazione di ricostruzioni, nelle intenzioni degli autori evidentemente "vive", ma che non riescono a trasmettere molto più di una sensazione di artificialità, di fiction, quando il visitatore è colpito proprio dal fatto che la pietra, la lastra di marmo che ha davanti agli occhi, e che può toccare con mano, è veramente quella presente nello stesso punto da duemila anni.

La zona Fori Romani non è un cimitero, il Campidoglio come edificio ancora poggia sulle stesse pietre di allora, né una zona che ospita pietre accatastate da antiche civiltà per riti ancora tutti da scoprire, è un ambiente a quattro dimensioni, dove la quarta dimensione temporale sembra essere dilatata rispetto a poche decine di metri più in là, dove il traffico nonostante tutto non riesce a distrarre il visitatore da questa straordinaria sensazione, oggi condivisibile con il resto del mondo.

Il significato del termine "LiveNet"

Ci sembra opportuno selezionare un termine in grado di sintetizzare le scelte illustrate finora ed in grado di significare qualcosa in relazione agli scopi che Ente Fori Romani si è preposto di affrontare, in particolar modo rispetto alla volontà di conferire all’area Foro un carattere di vitalità e di contemporaneità. Allo stesso tempo dovevano essere messi in gioco altri fattori, come sottolineare la scelta di una metafora "televisiva" nel format grafico del servizio ma anche un richiamo, seppur non troppo evidente, alla rete come substrato dell’informazione.

La scelta del termine-cappello "LiveNet" ci sembra in grado di sintetizzare tutto questo. Abbastanza generico al punto di poter essere usato per qualsiasi altro sito "collegato", in unione ad "Ente Fori Romani" riesce a trasmettere una sensazione di familiarità: non a caso l’attributo "Live" è oramai da tutti associato a concetti come "dal vivo" ovvero "che sta accadendo in questo momento". Contemporaneamente è anche il termine che accompagna la maggior parte delle trasmissioni televisive, in una forma grafica che oltreoceano è molto simile alla nostra scelta, soprattutto news ma anche eventi importanti.

La fusione col termine "Net" crediamo sia praticamente autoesplicativa: se il solo "live" richiama il mondo televisivo, l’accostamento di "net" crea un nuovo termine che tra l’altro riesce a creare molto bene l’idea del funzionamento della rete, rete che viene anche graficamente richiamata dall’accostamento di due dei tre colori previsti in stationery, non per caso molto somiglianti agli standard di colore dei più comuni browser WWW per i link ipertestuali.

Il carattere principale del lato "globale" del sistema informativo LiveNet è appunto "collegamento live con la più conosciuta area archeologica del mondo", un’area viva, dove accadono fatti, anche se dilazionati in un tempo che non è il nostro. Il collegamento "live" può, senza molta fatica, in futuro essere realizzato direttamente attraverso telecamere piazzate e collegate agli elaboratori presenti nei punti di vista scelti, dando in questo modo la possibilità reale di osservare una immagine dal vivo di uno dei punti scelti, come oramai accade per moltissime zone del mondo attraverso la rete Internet.

Interfacciamento con altri sistemi informativi

La prerogativa più importante della rete Internet risiede senza ombra di dubbio nella standardizzazione del protocollo di interfacciamento fra diversi tipi di computer, sistemi e architetture. Come positiva conseguenza di ciò, strutturando un sistema basato su HTML e prevedendo il collegamento con il resto della rete globale, è facilissimo connettere tra loro diversi sistemi informativi, dedicati ad una particolare risorsa artistica o culturale.

Lo stesso identico format di LiveNet potrebbe essere, rivedendo i contenuti relativi, adattato a qualsiasi altra risorsa della stessa tipologia, che prevede una "visita" quindi. E’ facilmente realizzabile una "rete nella rete", un insieme di reti locali collegate tra loro sempre attraverso gli stessi identici canali della rete Internet, ma in grado di supportare servizi alternativi, come l’instaurazione di una "lavagna condivisa" a disposizione di tutti i visitatori che evidentemente necessitano di un collegamento fra loro, magari sparsi in diversi punti della città.

Infine il sistema LiveNet consente di offrire un punto di attracco mondiale alle risorse dedicate ai beni archeologici romani, e prevedendone l’inserimento in una struttura più ampia anche italiani, risorse che già esistono, elencate e "linkate" nella sezione "risorse" della struttura ipertestuale, o che esisteranno.

CONCLUSIONI

A differenza dei tradizionali sistemi informativi locali, il sistema LiveNet consente di avere tutti i vantaggi di questi, superarne le difficoltà e i limiti e contemporaneamente aprire a tutto il mondo uno spazio e un tempo altrimenti irraggiungibile dalla maggioranza degli esseri umani. Questa possibilità è complementare alla natura del Foro come luogo di incontro, di discussione e di vita.

Ente Fori Romani è convinto che anche il cyberspazio si meriti il suo Foro Romano, non come una cartolina da spedire agli amici, ma come un luogo da vivere. Il Foro è in se stesso una sorta di "spazio parallelo", straordinariamente adatto ad essere "ricostruito" in uno "spazio" che, come il Foro, non ha tempo.