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Ognuna
di queste subunità contiene soprattutto
antigeni gruppo-specifici. Da ogni pentone si estroflette una fibra con
un nodo a una estremità, contenente antigeni tipo-specifici e alcuni
altri gruppo-specifici. Gli adenovirus sono stati suddivisi in 6
sottogruppi (dalla A alla F) in base alla omologia di sequenza del
genoma e di altre proprietà. Il genoma degli adenovirus è formato da
una molecola lineare di DNA a doppio filamento che codifica per
polipeptidi sia strutturali sia non strutturali. Il ciclo replicativo
degli adenovirus può sia dar luogo a un'infezione litica delle cellule,
sia stabilire un'infezione latente (a carico soprattutto delle cellule
linfoidi). Alcuni tipi di adenovirus possono indurre una trasformazione
oncogenica ed è stata osservata la formazione sperimentale di neoplasie
nei roditori; nonostante ricerche assai intense, gli adenovirus non sono
mai stati associati a tumori nell'uomo. |
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EPIDEMIOLOGIA
Le
infezioni da adenovirus si verificano più spesso in lattanti e bambini,
manifestandosi durante tutto l'arco dell'anno, ma soprattutto
dall'autunno alla primavera. Studi su ampia scala hanno dimostrato che
gli adenovirus causano il 3-5% delle infezioni respiratorie acute nei
bambini; quelle degli adulti sono meno frequenti, rappresentando meno
del 2% delle malattie respiratorie nella popolazione civile. Il 100%
circa degli adulti ha anticorpi sierici contro diversi sierotipi, il
che indica che l'infezione è comune durante l'infanzia. I sierotipi
1, 2, 3 e 5 sono quelli più frequentemente isolati da bambini, mentre
alcuni sierotipi, soprattutto il 4 e il 7, ma anche il 3, il 14 e il 21,
sono associati a epidemie invernali e primaverili di malattie
respiratorie acute in reclute militari. La trasmissione dell'infezione
da adenovirus si può verificare sia per inalazione del virus
aerosolizzato, sia per inoculazione nel sacco congiuntivale e,
probabilmente, anche per via orofecale. Dopo l'infezione si sviluppano
di norma anticorpi tipo-specifici che conferiscono una protezione verso
l'infezione da parte dello stesso sierotipo.
MANIFESTAZIONI
CLINICHE
Nei
bambini gli adenovirus provocano molteplici sindromi cliniche. La più
comune è un'infezione del tratto respiratorio superiore accompagnata
da una intensa rinite. Talvolta si possono osservare patologie a carico
del tratto respiratorio inferiore, come bronchiolite e polmonite. Gli
adenovirus, soprattutto i sierotipi 3 e 7, provocano la febbre
faringocongiuntivale, una malattia acuta febbrile caratteristica dei
bambini che si presenta per lo più in forma di epidemie, specie durante
i campeggi estivi. Questa sindrome è caratterizzata da una
congiuntivite bilaterale, con un aspetto granulare della congiuntiva
palpebrale e bulbare; sono inoltre presenti febbricola (per i primi 3-5
giorni), rinite, faringodinia e linfoadenopatia laterocervicale. La
malattia dura in genere 1-2 settimane e si risolve poi spontaneamente.
Anche la faringite febbrile senza congiuntivite è stata messa in
relazione con un'infezione da adenovirus. Gli adenovirus sono stati
inoltre isolati da soggetti con pertosse, in presenza o meno di Bordetella
pertussis:
il
significato del virus in questo quadro clinico resta imprecisato.
Negli
adulti la malattia più frequentemente segnalata è la cosiddetta
"malattia respiratoria acuta", causata nelle reclute militari
dagli adenovirus di tipo 4 e 7. Questa malattia è contrassegnata da una
marcata faringodinia e dal graduale innalzarsi della temperatura, che
raggiunge spesso al secondo o terzo giorno di malattia i 39 °C. La
tosse è quasi costantemente presente, associata a corizza
e a linfoadenopatia regionale, mentre all'esame obiettivo si
rilevano edema ed eritema faringei, con tumefazione tonsillare, senza o
con scarso essudato; qualora sia presente una polmonite,
l'auscultazione del torace e le radiografie possono consentire di
evidenziare infiltrati sparsi.
Gli
adenovirus sono stati anche associati a malattie non respiratorie,
quali gastroenterite in bambini piccoli (sierotipi 40 e 41) e cistite
emorragica (sierotipi 11 e 21); la cheratocongiuntivite epidemica,
provocata per lo più da adenovirus di tipo 8, 19 e 37, è stata
correlata alla diffusione dell'agente virale a partire da sorgenti di
contaminazione comuni, quali soluzioni oftalmiche o asciugamani a
rotolo. Gli adenovirus sono inoltre responsabili di malattia
disseminata e polmonite in pazienti immuno-depressi, inclusi individui
colpiti dalla sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS)
e soggetti sottoposti a trapianto d'organo o di midollo.
DATI
DI LABORATORIO E DIAGNOSI
L'infezione
da adenovirus deve essere sospettata in presenza di un'epidemia conclamata
di malattia respiratoria acuta o di sindromi come la febbre
faringocongiuntivale o la cheratocongiuntivite epidemica. Nella
maggioranza dei casi, tuttavia, le malattie provocate dagli adenovirus
non possono essere differenziate da quelle provocate da numerosi altri
agenti virali che colpiscono il sistema respiratorio o da Mycoplasma pneumoniae. Una diagnosi definitiva di infezione da
adenovirus viene posta in base alla positività delle colture virali
ottenute da tamponi congiuntivali e orofaringei, oppure da espettorato,
urine e feci. Nelle colture cellulari il virus viene evidenziato in base
al suo effetto citopatico e l'identificazione viene specificamente
ottenuta con l'immunofluorescenza o con altre tecniche immunologiche. I
sierotipi 40 e 41, responsabili di sindromi diarroiche nei bambini,
richiedono speciali colture tissutali per l'isolamento; questi sierotipi
sono più comunemente evidenziati mediante ELISA di tio diretto sulle
feci. L'incremento degli anticorpi sierici può essere documentato con
il test di fissazione del complemento, il test di neutralizzazione, il
test ELISA o con quello radioimmunologico; le prove di inibizione dell'emoagglutinazione
possono essere effettuate per quegli adenovirus che agglutinano i globuli
rossi.
TERAPIA
Nelle infezioni da adenovirus è proponibile soltanto una terapia
sintomatica e di supporto, non essendo disponibili farmaci antivirali
clinicamente utili. Sono stati sviluppati, contro gli adenovirus di
tipo 4 e 7, vaccini con virus vivi, ampiamente utilizzati per il
controllo di questa infezione nelle reclute militari. Questi vaccini
sono composti di virus vivi, non attenuati, somministrati attraverso
capsule enterosolubili. In effetti, l'infezione del tratto
gastroenterico con i sierotipi 4 e 7 non causa malattia, ma stimola la
produzione di anticorpi locali e sistemici che proteggono da successive
possibili affezioni respiratorie acute provocate da questi
stessi sierotipi. Sono attualmente in fase di sviluppo alcuni
vaccini preparati con subunità purificate di adenovirus.
oppure
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di infettivologia