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Infarti lacunari cfr
prima VALUTAZIONI TC Anatomopatologicamente
gli infarti lacunari hanno dimensioni (diametro) variabili da 1-2 mm a 3
cm e vengono più frequentemente riscontrati nelle aree di distribuzione
delle arterie cerebrali media e posteriore, della coroidale anteriore e
delle arterie basilari.
La frequenza (fino al 70%) con la quale vengono identificate alla
TC le lacune in forma di aree isolate radiotrasparenti dipende da
fattori tecnici quali il potere di risoluzione dello scanner, lo
spessore della scansione e la vicinanza delle lacune al tessuto osseo
denso, come le lesioni della fossa cranica posteriore. VALUTAZIONI
RM Gli
infarti lacunari vengono identificati frequentemente con la RM quando
sfuggono all'indagine TC. Braffman e coll. hanno esaminato 36 cervelli
fissati in formalina mediante scansioni RM e TC (su 20 dei cervelli
disponibili) eseguite dopo la morte. L'esame anatomopatologico ha
evidenziato 14 infarti lacunari, tutti precedentemente identificati con
la RM. Alla TC sono stati misconosciuti 3 infarti lacunari su 3
localizzati nella fossa cranica posteriore, mentre sono stati identificati
tutti quelli situati in sede sopratentoriale. Le lacune, sulle immagini
T2-pesate ottenute con tempi di eco (TE) brevi e lunghi, sono
risultate più intense del circostante tessuto cerebrale. Una di esse,
che era andata incontro a degenerazione cistica, risultò isodensa al
CSF su tutte le sequenze di impulsi. Gli spazi dilatati di Virchow Robin
(VR) possono simulare gli infarti lacunari sulle sequenze ottenute con
lungo tempo di ripetizione (TR) e lungo TE; tuttavia sulle sequenze a
breve TR e TE le lacune, a differenza degli spazi VR,
presentano una intensità di segnale maggiore del CSF. Braffman e
coll. hanno inoltre evidenziato che alla RM gli infarti lacunari non
possono essere distinti da aree di gliosi focale o di demielinizzazione.
Miyashita e coll. hanno osservato che la RM con gadolinio DTP A era in
grado di mostrare un rinforzo in 8 recenti infarti lacunari su 9, mentre
la TC con mezzo di contrasto iodato produceva lo stesso effetto solo in
4 di queste lesioni. Infarto cerebrale (trombotico ed
embolico) VALUTAZIONI
TC
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L'effetto comincia ad essere apprezzato dopo 1-2
settimane e raggiunge il picco a 2-3 settimane dall'evento ischemico.
Esso è dovuto ad una disautoregolazione del circolo con l'instaurarsi
di una "perfusione di lusso" ed alla proliferazione vascolare
con aumento della permeabilità capillare. Occasionalmente, grazie
all'instaurarsi di una perfusione di lusso, è possibile osservare
precocemente (entro 1-2 giorni), mediante mezzo di contrasto, un
rinforzo della sostanza grigia che circonda l'infarto. Va notato che,
sebbene il rinforzo dell'immagine mediante contrasto migliori le capacità
diagnostiche della TC in presenza di infarto, esiste un potenziale
rischio di neurotossicità legato alla diffusione del mezzo di contrasto
nel cervello. Il peggioramento dell'infarto causato dall'iniezione
del mezzo di contrasto è più probabile durante la fase caratterizzata
da un aumento della permeabilità vascolare. Le aree infartuali alla TC
possono non essere visualizzate se si trovano vicino a tessuto osseo
denso, responsabile di artefatti, oppure se hanno piccole dimensioni,
soprattutto se localizzate nel tronco cerebrale.
VALUTAZIONI RM
Studi condotti sugli infarti embolici provocati sperimentalmente nel
cervello della scimmia hanno dimostrato che non è presente alcuna
anomalia alla TC a 24 e 48 ore dall'evento ischemico, mentre è evidente
un significativo allungamento dei valori T1 e T2. Tali variazioni del
segnale RM sono presenti nella sostanza bianca e grigia e sono dovute
all'aumento del contenuto di acqua e alla riduzione del peso specifico
nel tessuto cerebrale affetto. Nell'uomo le immagini RM T2-pesate
mostrano nella sostanza grigia la presenza di aree di aumentata
intensità di segnale che compaiono da 30 minuti a 3 ore dopo l'evento
ischemico. Dopo 24 ore le anomalie evidenziate dalla RM coinvolgono
anche la sostanza bianca. Le immagini T1 -pesate non mostrano alcuna
alterazione definita fino a dopo l'insorgenza delle modificazioni alla
scansione TC, a 48 ore o più. Nella fase subacuta (7-21 giorni) che fa
seguito all'evento ischemico le immagini T1 -pesate appaiono simili alle
immagini TC, mostrando una bassa intensità di segnale, mentre quelle T2-pesate
evidenziano un incremento dell'intensità di segnale che va oltre i
limiti dell'anormalità osservata con le immagini T1 -pesate. Nella fase
cronica (dopo 21 giorni) le immagini T2-pesate possono
evidenziare aree di ridotta intensità di segnale, dovute
alla degenerazione cistica, circondate da bande sottili o spesse di
aumentata intensità.
oppure
cfr
indice di neurologia