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C)
Prova di tolleranza al lattosio (Littman): ha buon valore come
screening. A paziente digiuno si somministrano 50 gr per os di
lattosio in 500 mi di H20. Si dosa la glicemia ogni mezz'ora e se questa
aumenta il test è negativo; se, invece, è presente deficit di lattasi,
la curva resterà piatta e compariranno diarrea,
dolori
addominali e meteorismo.
In questi casi bisogna passare alla seconda parte della prova,
somministrando i 2 monosaccaridi separatamente (glucosio + galattosio
= lattosio): se la curva resterà piatta
sarà in causa un malassorbimento per uno dei due monosaccaridi. D)
Prove di eliminazione respiratoria
per deficit di lattasi e saccarosi: esse consistono nel misurare
l'idrogeno dell'aria espirata dopo carico orale di 50 gr di lattosio e
saccarosio. Nei soggetti con malassorbimento si trovano forti quantità
di idrogeno. Tale
prova viene giudicata di ottima significatività. 3)
Prove di assorbimento proteico Non
disponiamo di tecniche di uso corrente per studiare accuratamente
l'assorbimento di proteine ed aminoacidi; d'altronde, essendo molteplici
le condizioni che possono portare ad una elevata perdita proteica (cancro
gastrico, ulcera
gastrica, malattia
celiaca, malattia di Ménétriere, linfoma,
linfagectasia primitiva, ecc.), è sempre necessario prendere in
considerazione metodi intesi a stabilire la sede e l'entità della
dispersione medesima: a)
dosaggio
delle proteine del plasma: nelle malattie del tenue si osserva spesso
ipoalbuminemia; la coesistenza di ipoglobulinemia deve fare pensare ad
una proteino dispersione intestinale; b)
escrezione
fecale di I'31 dopo somministrazione orale di caseina I131:
in condizioni normali è inferiore al 5% della quota ingerita. 4) Prove per l'enteropatia protidodisperdente. Si
utilizzano molecole marcate con radioisotopi (Cr"). Si iniettano
endovena da 10 a 15 microCurie di Cr,,-albumina e si raccolgono le feci
per 4 giorni consecutivi. In condizioni normali si eliminano dallo 0,1
allo 0,7% della dose somministrata, mentre nei soggetti con
enteropatia si elimina oltre il 60% della dose somministrata (Waldmann). 5)
Acqua ed elettroliti Le
sindromi da malassorbimento si accompagnano spesso a grave diarrea con
perdita di liquidi ed elettroliti, la concentrazione di cloro e di sodio
delle feci aumenta, mentre si riduce quella del potassio. La sodiemia può
essere normale, aumentata o ridotta; in genere, è aumentata se la diarrea
è osmotica. Nella
malattia celiaca è presente secrezione attiva di acqua ed elettroliti
e la perdita di potassio può essere più o meno cospicua di quella del
sodio; in casi di ipokaliemia si può arrivare all'alcalosi, mentre se
si perdono in eccesso i bicarbonati si arriva all'acidosi. Differenziazione
tra maldigestione e malassorbimento Si
rende necessario differenziare la maldigestione (a genesi pancreatica)
dal malassorbimento (a genesi intestinale), in quanto spesso le
manifestazioni cliniche sono sovrapponibili nell'uno e nell'altro tipo
di patologia. Per
differenziare le condizioni primitivamente dovute a maldigestione da
quelle dovute a malassorbimento si deve tenere presente il comportamento
di alcune indagini e tests. La
biopsia digiunale può essere patologica nel malassorbimento e normale
nella maldigestione. La
steatorrea può essere più rilevante nella maldigestione che nel
malassorbimento, dove può anche mancare. L'escrezione
di D Xilosio può essere alterata nel malassorbimento. La
sideremia può essere bassa nel malassorbimento, ma non nella
maldigestione. La
fosfatasi alcalina può essere elevata nella maldigestione da
insufficienza pancreatica cronica. La
curva glicemica è alterata nella maldigestione di origine pancreatica
per insufficienza pancreatica endocrina. |