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Speciale Auguri di Natale dalla
Sicilia per voi del Web.
Natale non sempre è gioia per tutti, in questo sta il nostro augurio, cioè nel desiderio che possiate godere con noi della magia del Natale Siciliano, visto attraverso gli occhi piccolini del vostro dott. Claudio Italiano, per come lo vivevo io un tempo... Segue più giù il nostro video di Natale di quest'anno ed il mio racconto delle feste ed una pagina creata per la solidarietà. Buona Navigazione e grazie dell'affetto che avete per questo sitoweb casereccio. |
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| A cona 'i Natali del caro amico sig. Maio Antonino (un amico che non è più con noi!) | ||||||||||||
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Gastropato for children LEGGI SOTTO IL NOSTRO RACCONTO DI NATALE... .
E lo sentivi già nell’aria nel profumo di manderini che il monello di strada sbocconcellava in classe, tirandone fuori gli spicchi dalle cartelle di cartone; lo coglievi nelle stelle di Natale che la bidella, signorina Maria, offriva al Santo Presepe dove Gesù Bambino si sostituiva alla Madonnina del prof. Ciccio Iannello; nelle serate della Novena, poi, lo avvertivi nelle nenie soavi che, il ponentino trasportava tra le stelle e la luna della notte tersa e frizzante, dall’alto della collinetta dell’Immacolata, di un Padre Innocenzo che diffondeva le musiche nei cuori. Già la vigilia dell’Immacolata o lo stesso giorno, scendevano dai nostri monti, da Rometta, da Monforte o da S.Lucia, i ciaramellari, e noi bimbi preoccupati se, per caso, per quest’altro anno il ciaramellaro avesse dimenticato di venire. Stazionavano presso le parrocchie , dove in cambio dell'ospitalità, si impegnavano a suonare durante le funzioni. Altri, invece, si organizzavano in orchestrine; famose erano quella di San Pietro di Milazzo, "du’ Zu’ Vanni 'u Zumbiuni" e di "don Pippinu".
Ma
era Natale, perchè già nei cuori ci si preparava da tempo all’occasione...
e si riusciva a cogliere il significato della Festa, che era la festa
della Famiglia riunita, degli amici e dei piccoli. Soldi circa zero per
comprare gli addobbi: i fratelli più grandi o i papà stessi, tuttavia, nel
tempo libero, erano ricchi di iniziativa ed andavano tra i campi di
Milazzo a raccogliere il muschio, che a quei tempi ancora cresceva
rigoglioso sui muriccioli vecchi del Tono, tra gli ulivi di San Papino e
del Capo, tra la sparacina e gli spuntoni dei primi "asparagi di
villa", tra le "sipale" dei ficodindia, che allora ancora
non si compravano ai supermercati, e i "ntuppateddi", cioè le
lumache chiuse nel guscio. I presepi erano piccolini, spesso ricavati sul comodino, ma agli occhi dei piccoli sembravano immensi, ingigantiti dalla fantasia di due occhietti sgranati, con le "spammaciri" (spermaceti), con i lumicini che galleggiavano sull’olio, il muschio disteso tra i pochi pastorelli, i ciotoli du "ma’ d’ arreti"(cioè i sassi del mar di ponente, cioè di dietro), la "sparacina" pungente raccolta per l'occasione, il mirtillo, le stelline del cielo, l’angioletto appeso, il sughero per le montagne, il cotone per la neve ed arance, manderini, mandorle, noci, nocciole, confetti, "cassatedde", "mustada", e gli ultimi grappoli d’uva che le mamme avevano posto a mò d’offerta al Santo Bambino, per la ricca vendemmia che avevano avuto. E non vi dico la gioia della Vigilia, quando la famiglia si riuniva a tavola, davanti al classico piatto di pescestocco con le patate o della ventre di tunnina(cioè la parte di sotto del tonno, la pancia), e lo "scaccio" (cioè la frutta secca da schiacciare), tra fichi secchi dolcissimi, mele piccole e profumate e qualche torrone soltanto. . E i regali? Un paio di guanti di lana o una sciarpetta che la mamma aveva fatto ai ferri, un balocco di legno con le ruote da tirare correndo per la casa e tanto tanto affetto. Quindi si giocava a "sparari u casteddu paratu c’u baddu di nucidda nchiumbatu" (letteralmente tirare al mucchietto di nocciole col la nocciola grossa piombata), o "c’u canali". Ora mi chiedo, a prescindere dai bei discorsi retorici che si fanno in questi giorni, non sappiamo se per spettacolo o quale espressione del proprio modo di essere, quando la notte di Natale ci esibiamo dietro le nostre belle pellicce in un clima da aria condizionata, chi di noi riesce più a vivere il Natale? Chi di noi è in grado di trasmettere la magia del Natale dei Valori ai propri figli? E’ forse il video game 2 o il nuovo Wap a creare l'atmosfera e lo spirito del Natale, quando il padre si guarda la sua bella partita di calcio su Tele Sbram e suo figlio si nevrotizza altrove al computer in giochini con la play station ?! Buone Feste, Claudio Italiano. Sempre su gastroepato, se hai nostalgia del Natale Siciliano, vedi questi link:
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