--> La Riserva del Capo: la Baronia  
 

Alla scoperta del sentiero della Baronia

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video sulla Baronia: La riserva che non c'è.

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La Baia di S.Antonino con lo sfondo di Monte TrinoSPECIALE RISERVA CAPO

 
 

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Si dedica pagina a...

Il vecchio faro a Capo Milazzo

A Calipso, dal nobile animo,

Pippo Ruggeri, l'uomo dei sogni,

Mario Crisafulli, l'uomo dei fiori,

Angelo Natoli, radiologo per hobby, di professione fotografo, per le belle foto gentilmente concesse al sito,

Al Comune di Milazzo affinchè consenta un più facile accesso ai molti, compresi i disabili ai quali dedico queste pagine, perché possano in qualche modo godere da casa della visione di questi luoghi e con l'auspicio che finalmente si attua questa benedetta Riserva del Capo, prima che sia troppo tardi...

Ed ora immergetevi con noi nella pace del tramonto, a Capo Milazzo

Claudio Italiano

 
 

La ricchezza dei fondali a Capo Milazzo, bassa marea. Foto di Angelo Natoli.

 
Il mare della Baia

Dalla piazzetta di S. Antonino, dopo aver inevitabilmente ammirato il panorama della baia omonima sottostante, ci siFoto di Angelo Natoli, Capo MIlazzo, fiori di aprile -maggio incammina verso nord-ovest, inboccando una viuzza che porta al vecchio faro della Marina Militare; da qui, è possibile, attraversando gli antichi uliveti, dati in gestione a un famoso Camping di cui taciamo il nome per ovvie ragioni, giungere fino ad uno strapiombo, delimitato da una scogliera a strapiombo sul mare, dove nidifica il gabbiano ed i falco pellegrino. Questi terreni appartenuti ul tempo al Barone Baele, da lui si nomarono “Baronia” e tra questi antichi e maestosi uliveti, talora battuti e modellati dal vento di ponente, soleva calcavare sul suo destriero la bella e sfortuna Eleonora Baele, innamorata del figlio del suo campiere, che presa dalla delusione d’amore, spronò il suo cavallo in un folle volo dalla rupe, detta appunto “u’ sautu du cavaddu” (il salto del cavallo); nelle notti di novilunio i pescatori giurano di udire ancora il suo pianto provenire dagli scogli, giù in fondo; ma queste sono storie e leggende del nostro popolo di Milazzo.

 

foto di Angelo Natoli, particolare di fiori di Capo MilazzoSotto seguono le foto gentilmente concesse da Angelo Natoli al sito "GastroEpaTo". Angelo, per i pochi che non loFoto di Angelo NAtoli con bella sirena fotografata ai laghetti di Capo Milazzo conoscono, è un radiologo di Patti che opera con grande professionalità all'ospedale Barone Romeo e che ha l'hobby della foto artistica, espressione di grande spirito di osservazione e finezza d'amico. Anni luce prima di noi era già arrivato a scoprire il tesoro nascosto a Capo Milazzo: Grazie, Angelo!

 
 

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Tramonto a Punta Messinese, Capo Milazzo, foto di Claudio ItalianoQui il viaggiatore ammira i cespugli di lentisco e canne ed intravede un sentiero tra esse che si reca fino all’estrema punta delIl Palombaro, monumento semidiroccato di Capo Milazzo, foto di Angelo Natoli promontorio, in una visione paradisiaca di abbraccio tra cielo e terra. Il sentiero si spinge ad oriente fino a “Punta Mazza”, tappa d’obbligo per l’escursione del naturalista e dello studioso di geologia che vi ammira le stratificazione delle rocce e studia la storia delle origini del Mediterraneo, leggendovi le righe segnate da conchiglie e fossili. Profumi di primavera, cieli tersi, tramonti da fiaba si intersecano in un intreccio di colori e di emozioni; da “Punta Mazza” si può accedere da terra alla splendida e solitaria spiaggetta di Rinella o più in là andare alle spiaggette di Cirucco o penetrare in barca alla famosa grotta di “Gamba di Donna”, così detta da una stalattite calcarea che ricorda appunto la gamba di una donna, meta degli innamorati!

Tra i prati che seguono agli uliveti, dicevamo, è possibile ammirare alcune piante alofile e fra esse specie assai rare di orchidea selvatica, la“Opphys sphegodes”, endemica della Sicilia settentrionale, mentre intorno è tutto un coro festoso di usignoli, verzellini, capinere, tra lo sfrecciare di gabbiani e di conigli selvatici che trovano tra i dirupi e le scogliere il loro habitat naturale.

 

 

Lo sfondo di Vulcano e Lipari al tramonto coi cieli tersi del tramonto infuocato.Chi è più fortunato può persino scorgere stormi numerosi di airone cinerino (se le industrie ce loBassa marea a Capo Milazzo: particolare di pesci, foto di Angelo Natoli permetteranno ancora!); chi nidifica sulle rocce sottostanti è il gheppio (falco tinnuculus). A rendere ancora più romantico il paesaggio è il nostro caro e vecchi faro, un tempo abitato da un guardiano del faro e dalla sua famiglia, il sig. Currò, quando ancora non vi era una strada asfaltata che conduceva a Capo Milazzo ed il figlio del guardiano era notte e giorno in ascolto radio, pronto a dare soccorso alle imbarcazioni in difficoltà, sui 27 mHz! Oggi le abitazioni del faro sono disabitate ed esso è controllato da meccanismi elettrici, ma con il suo fascio luminoso, di notte, è come se continui ad abbracciare i pescatori ed a guidarli verso la Punta di Capo Milazzo, specie quelli dilettanti che si dedicano alla pesca dei totani, nel canale tra Milazzo e l’isola di Vulcano. Da qui, dietro il faro, a circa 200 metri, una scalinata di più di 300 scalini, ottima soluzione per chi vuole fare sport e trekking, conduce agevolmente il viandante verso la scogliera ed i laghetti salati, dove la vegetazione di gariga e steppa e di olea oleaster, cioè ulivo selvatico, lascia il posto a rocce calcaree grigio-perlacee.

 
 

I laghetti salati all'estremità del PromontorioTra le piante qui è possibile scorgere delle bulbose, tra cui l’Urginea marittima e l’Iris sisyrinchium, il timo e dalle rocce pendere i cappero ed i suoi fiori viola. Alla fine del percorso il trofeo è la “Punta Messinese”, con lo scoglio di Portella , detto volgarmente dai popolani “U’ caccioffulu” (il carciofo), dalla forma strana. Tra le forme strane della roccia bianca è possibile scorgere i tratti del “Viso di Pietra”, che si colora di rosso sanguigno nelle calde serate estive ai tramonti infuocati, quando il cuore palpita nel petto per l’emozione che prende ed il canto stridulo delle cicale con i profumi delle stoppie riarse e delle euphorbie riempie l’anima.

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