Un nuovo servizio per gli studenti sperimentato alla facoltà di ingegneria
Gli
studenti con il cestino : Un pranzo alternativo a quello della
mensa
Nell facoltà di ingegneria
è stato sperimentato un nuovo
servizio molto richiesto dagli studenti universitari specie durante il periodo
delle lezioni e da noi fortemente caldeggiato già da molti mesi: la possibilità di consumare il pasto nei pressi delle aule di
lezione anziché dover necessariamente recarsi alla mensa centrale di via
Martiri. La sperimentazione è stata fatta in vista di un servizio regolare a partire
proprio con i corsi del prossimo anno accademico quando ci sarà la distribuzione di
cestini-pranzo, direttamente nell'atrio del biennio di ingegneria fino a che non
sarà disponibile una nuova mensa universitaria nei pressi di Ingeneria (ipotizzata entro la
fine del 2003.)
Ecco cosa conteneva il cestino: due panini, uno con affettati e
uno con formaggio, una merendina, un frutto e una bottiglietta di acqua minerale
da 50 centilitri. Il tutto ad un prezzo pari a quello del pasto normale alla
mensa, ovvero 1,86 euro.
«Visto che è stata la prima volta che abbiamo sperimentiamo questo tipo di servizio - spiega
la dottoressa Clara Wachsberger, dirigente del servizio ristorazione
dell'Azienda regionale per il diritto allo studio universitario di Pisa -
abbiamo cominciato col preparare cinquecento cestini, ma poichè l'iniziativa ha
avuto un enorme successo eravamo anche premuniti per eventuali superiori
richieste, purtroppo non siamo riusciti ad accogliere tutte le richieste. Questa settinana sperimentale ci
ha permesso di mettere a punto il meccanismo
di distribuzione e di tarare le quantità e l'organizzazione».
«Siamo soddisfatti di questa soluzione provvisoria, e ci pare di poter dire che lo sono anche gli studenti. Si deve comunque pensare - ha spiegato la presidente dell'Azienda per il diritto allo studio universitario, Daniela Pioli - che questa sperimentazione dei cestini è stata avviata per venire incontro alle esigenze degli studenti di ingegneria. Specie quelli del biennio, spesso non hanno tempo materiale per recarsi alla mensa centrale. Per quanto sia vicina, si deve calcolare il tempo di percorrenza e quello necessario al consumo del pasto; specie nei periodi e nei momenti di maggiore affollamento, riuscire a fare tutto in circa mezz'ora diventa problematico. Infatti in molti casi, fra la fine delle lezioni della mattina e quelle del pomeriggio, intercorre proprio mezz'ora. Il cestino per gli studenti di ingegneria, può quindi essere una soluzione accettabile, in attesa del nuovo punto distribuzione pasti che verrà realizzato proprio nei pressi di ingegneria, che può abbattere in modo significativo i tempi. L'interesse e la funzionalità del servizio però impone che il servizio di ristorazione sia concentrato alla mensa centrale, con un ampliamento degli attuali orari di apertura che non rispondono più alle esigenze degli studenti, in base alla articolazione dei loro orari di studio. Tenendo come base organizzativa la mensa di via Martiri possiamo limitare i costi, gestire meglio il personale e in generale garantire un più razionale uso delle risorse, il tutto avendo ben presente che la nostra è un'azienda che deve fornire servizi agli studenti e che è nostro dovere andare incontro più possibile alle loro esigenze. Il cestino dunque non credo sia la soluzione ideale per le esigenze degli studenti, va considerata provvisoria fintanto che non sarà sistemato il nuovo punto di distribuzione dei pasti caldi e finché non entreranno in vigore i nuovi orari, ampliati rispetto ad ora, che saranno più comodi per tutti».
Le parole della presidentessa Pioli dimostrano che le richieste da noi fatte in materia di innovazione del servizio mensa sono state recepite dall'Azienda per il diritto allo studio. I fatti hanno dimostrato che le nostre richieste erano basate su effettivi bisogni degli studenti che rappresentiamo. (La stessa cosa successe per l'apertura serale della mensa il sabato e la domenica.) Mi augurio che lo spirito di collaborazione mostrato dai vertici dirigenziali dell'Azienda per Diritto allo studio venga recepito anche da tutti i dipendenti dell'Azienda perché spesso la non collaborazione di alcuni di essi è la causa dei ritardi con cui le iniziative da noi richieste vengono messe in atto.
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