'A sagliuta 'e Capemonte
di Dante De Angelis
Sono Dante De Angelis, nato a Napoli da
genitori grottolesi che lo accompagnavano
ogni domenica a Capodimonte perchè non c'era altro da
fare con i soldi che mancavano,
e che ora abito a Ravenna dove esercito la professione di
avvocato.
Sono amante della musica pianistica e nel passato ho
scritto "poesie",
non ne garantisco l'autenticità perchè è trascorso un
mezzo secolo.
Perchè le ho scritte? Ma non c'è un perchè:
è un bisogno dello spirito, un'ansia di esplicitare
quello che si ha dentro.
Questa poesia (se tale si può chiamare) l'ho reperita in
un quaderno del 1949.
E' in napoletano, ovviamente .
'A sagliuta 'e Capemonte
mme ricorda tanta cose
into maggio che tramonte!
ncielo e nterra giglie e rose.
Passiggiate azzicche azzicche
sott'o vraccio 'e Caterina
qualcche lira 'e franfrellicche
'o rialo 'e na regina.
E saglievamo, zucanno
nu trascurzo sottovoce
mazzecanno e susecanno
un'amara e n'ata doce.
Libera trascrizione dal napoletano :
La salita di Capodimonte mi ricorda tante cose: nel mese di maggio quali splendidi tramonti! in cielo ed in terra gigli e rose. Passeggiate abbracciati l'uno all'altra sotto il braccio di Caterina (n.d.r. per me non era Caterina, ma Angelina, è ancora viva e sta a Matera....) qualche lira di arachidi era come il regalo di una regina. E salivamo, succhiando sottovoce un pugno di bacche, masticando e rosicchiando una amara e l'altra dolce.