Pesa la Memoria

di Antonio Volpe

 

L'Autore, nato il 27 gennaio 1977 a Milano dove risiede, ci scrive:
«trovo la vostra iniziativa bella e coraggiosa,
meritoria e necessaria, e tuttavia per nulla scontata in questo tempo in cui,
come diceva il filosofo Karl Jaspers, "tutto ciò che diviene va in rovina".
Se devo decidere, fra i motivi che mi hanno spinto a cominciare a scrivere,
quello più determinante ed urgente,   molto probabilmente sceglierei proprio il sentimento di perdita e di nostalgia
a cui l'epoca in cui m'è toccato vivere mi costringe, epoca che minaccia la memoria fragile e breve degli uomini,
memoria di cose e creature fragili e brevi, tempo che passa sul mondo sradicando e distruggendo, senza accogliere,
senza conservare. Per dire questo "elefante in una cristalleria" io scrivo, per nominare la minaccia che pochi
sembrano avvertire, e per lasciare erompere di nuovo la sorgente di nostalgia e struggimento
che rende gli uomini tali nel loro viaggio "inutile"
in questa esistenza - tanto più noi di questo tempo,
che ignoriamo l'appello tragico di Pound: Uomini, siate non - distruttori».

 

 

Pesa la memoria, ma non parla, a questi uomini

che vengono dal nulla e al nulla tornano

senza aprire gli occhi nell'istante che durano,

occhi fermi senza pianto, nessuno struggimento:

temi di scendere a questo muschio, a questa

rovina cadente, temi di toccare questa spina?

Temi di guardare che tutto è perduto, che tutto implora

il tuo ricordo per durare un solo istante?

Tutto brucia in questo lampo in cui non piangi.