ORIGINI DEL TAEKWONDO
Ogni metodo di lotta nelle arti marziali riflette la storia di intere generazioni che si sono tramandate esperienze affascinanti trasformando la brutalità della realtà nel fascino della leggenda.
La storia del Tae Kwon Do ci narra che l'attuale Corea era costituita da tre regni distinti e separati: Koguryo ( il più grande ), Paekche e Silla ( il più piccolo), ognuno dei quali esprimeva, in modo diverso, il comune desiderio di prevalere sugli altri.
La tecnica militare dei nobili coreani, specie del dominante regno di Koguryo, era fatta di gesti essenziali, come logica conseguenza di un costume scarno e brutale.
L'influenza cinese finì per suggerire nuove strategie ed arricchire di nuove armi e di soluzioni più ardite ma, soprattutto, introdusse uno spirito sempre meno elementare nell'affrontare la lotta.
Nel regno di Silla, poi, furono due regine che, con sagacia sottile, riuscirono ad imporre l'egemonia della loro stirpe.
La regina Songdok comprese per prima la straordinaria validità dei suggerimenti cinesi ed inviò in Cina i suoi migliori militari a studiare ed a prepararsi, dando vita successivamente alla scuola Hwarang, dove arte militare e misticismo religioso formavano guerrieri pronti ad ogni sacrificio.
Lo Hwarang Do divenne un metodo di vita, la via dei fiori di Mannhood, che dello spirito coreano fu il simbolo ed il modello fondamentale.
La regina Chinhung raccolse l'eredità di Songdok e ne perfezionò i principi e gli obiettivi di base; fu con lei che il piccolo regno di Silla affermò il suo dominio in tutta la penisola cancellando ogni resistenza.
Non fu la violenza delle armi, né la preponderanza degli eserciti, né l'inganno dei traditori a far prevalere il piccolo regno di Silla, ma la determinazione dei suoi guerrieri, la completezza del loro bagaglio tecnico, il profondo senso della patria e del dovere con cui alimentavano la loro fedeltà alla regina.
I guerrieri Hwarang erano un corpo selezionatissimo; non c'era arma che non sapessero usare nel modo più perfetto e non c'era strategia avversaria che non fosse da loro conosciuta.
Erano particolarmente abili nell'affrontare un avversario a mani nude.
La loro preparazione fisica era ottima: erano capaci di salti prodigiosi con i quali piombavano come proiettili umani sugli avversari.
Memori delle formidabili acrobazie dei cavalieri mongoli, gli Hwarang, dotati di destrieri veloci e instancabili, si precipitavano, con cariche furiose, sulla cavalleria nemica.
Salivano improvvisamente in piedi sulla groppa del cavallo e balzavano poi sull'avversario colpendolo con tremendi calci volanti accompagnati da fortissime urla.
Disarcionato il nemico, completavano la loro azione con i poderosi colpi dei loro pugni e dei loro calci.
Quel tipo di lotta cosi temerario ed originale trovò il suo maestro più geniale nel monaco Myoch' Chong che ancora oggi è il principale protagonista di tutte la leggende marziali coreane.
Myoch' Chong divenne un mito per tutti i giovani militari che facevano a gara nel dare prova di eroismo e di sacrificio pur di essere ammessi ad imparare il suo metodo di lotta chiamato T' Ang-su, ossia le mani di T'Ang.
Questa è l'origine del moderno Tae Kwon Do che letteralmente significa " Arte dei calci e pugni in volo ".
E' un metodo che ha conservato tutte le difficoltà che ne caratterizzarono le origini; oggi richiede come allora grandi capacità di sacrificio, con una preparazione cui non si possono concedere pause.
Dal
1945, il Tae Kwon Do è disciplina obbligatoria per le forze di polizia coreana
e viene insegnato in tutte le scuole di Stato; rappresenta lo sport nazionale
della Corea, ove conta milioni di praticanti.![]()
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