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L’antica pieve di Santa Maria e San Martino vescovo di Tours era collocata sul Bastione e, secondo il pievano Agostino Monti, era ancora in piedi nel XIV secolo. Il legame, l’avvicendamento che ci fu con la pieve di Santa Maria Novella non è al momento chiaro. Resta il fatto chequest’ultimo venne eretta nel 1332, come narra la preziosa lapide  murata a sinistra di chi entra dal portale principale dell’edificio. Dopo le distruzioni apportate dai fiorentini nel 1433, la Pieve non venne officiata per alcuni decenni, finche nel 1470 si cominciò a restaurarla grazie ai denari dei pellegrini che, in grazia in una bolla cardinalizia, potevano lucrarvi l’indulgenza. La pieve fu consacrata soltanto il 12 maggio 1596 dal vescovo di Lucca, Alessandro Guidiccioni. L’aspettoattuale dell’edificio è condizionato dall’evidenza degli affreschi delle tribune ,opera di Antonio Domenico Banberini, a lungo attivo con i suoi aiuti nella nostra zona. La concessione del fonte battesimale da parte del vescovo di Lucca data dal 1395.La pila si trovava immediatamente a destra dell'ingresso principale. Sulla parete esterna ad ovest è affrescato San Giovanni Battista che versa acqua sul capo di Gesù. La data del lavoro, semileggibile, si trova alla base dello stesso: 1596. Sulle quattro arcate superiori del battistero era dipinto lo stemma del pievano Giovanni Bacchereti, che finanziò anche il precedente affresco.Il primo altare che si incontra, camminando lungo la parete di ponente, è quello del Carmine, eretto tra il 1661 ed il 1663. La tela che lo sovrasta è opera di Taddeo Naldini, secondo il Monti, mentre Giovanni Baldovinetti in alcune sue memorie afferma l'opera essere di Francesco Masini e portata a termine nel 1685. In questo altare fù fondata la Compagnia del Carmine, autorizzata con bolla data in Roma il 3 dicembre 1663. L'altare seguente è dedicato alla Madonna del Rosario e fù edificato dall'omonima Compagnia (in seguito trasformata in Congregazione) nel 1622. La tela è opera del Bamberini, che la porto a termini nel 1722. L'immagine della Madonna del Rosario in mezzo al quadro veniva un tempo portata in processione durante la ricorrenza con seguito di fanciulle recanti candele accese. La tradizione fù sospesa dal vescovo di San Miniato, Andrea Luigi Cattani, cui parve disdicevole un corteo di donne ad una processione. Passati il confessionale e la porta della sagrestia si trova la prima tribuna, affrescata col convito di Erode ed Erodiade, cui la fantesca presenta la testa del Battista. Nella parete nord si ha ancora San Giovanni che annuncia la venuta del Redentore. La piccola porta al di sotto, come la corrispondente nella tribuna orientale, ad una stanza al tempo sede della Compagnia del Corpus Domini e, precedentemente, della Compagnia di San Giovanni. Nella tribuna centrale, dietro l'altare maggiore, è rappresentata l'Assunzione di Maria che sovrasta la cena degli apostoli. Sulla fronte della tribuna è rappresentato un contitolare della pieve, insieme a San Bartolomeo e San Giacomo Maggiore: San Martino assieme alle virtù teologali. Nella terza tribuna la Cena di Emmaus fa da contrappunto al tragico Convito precedente mentre, nella parete nord, la Resurrezione di Cristo sottolinea il mistero dell'Eucarestia, rappresentata dal ciborio al centro della cappella. Di fronte all'altare maggiore, che risale al 1722, sta il presbiterio che un tempo era delimitato da una balaustra di legno, poi, dal 1871, di marmo. Quest'ultima è stata accantonata in seguito alle disposizioni del Concilio Vaticano II. La porta laterale un tempo più grande, fù ridotta alla misura attuale nel 1755. Si incontra poi l'altare dedicato agli apostoli San Pietro e Giovanni Evangelista, eretto nel 1622 grazie alla munificenza dei Baldovinetti. Lo storpio risanato da San Pietro, rappresentato nella grande tela, risale al 1622. L'altare seguente, del Crocifisso risale al 1673. L'immagine del crocifisso fù donata dalla famiglia Baldovinetti. Il dipinto che racchiude l'immagine è opera di Giuseppe Bacchini, che vi lavorò nel 1821. La configurazione delle due cappelle laterali all'ingresso ripete quella di San Romolo a Firenze. Sotto l'arco orientale dell'orchestra dell'organo è dipinta la Vergine con San Michele e San Frediano vescovo, titolari dell'altare che un tempo si trovava in questa posizione. L'organo è opera di Filippo e Antonio Tronci. Fù installato e dotato di canne tra il 1764 e il 1781.

 

qui sarà inserita la visita 3D della pieve S.Maria Novella: