In questa pagina troverete un sacco di notizie utili per gli studenti...
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Documento elaborato dalla Consulta Scuola Lega Nord a proposito della proposta di riforma dei cicli scolastici elaborato dal Ministero della P.I. - Commissione Bertagna - Milano, 15 dicembre 2001
Primi rilievi al Progetto Riforma Scolastica:
1- Mancano i riferimenti alla Devolution dell'Istruzione, che prevede che tutta l'istruzione diventi di competenza delle Regioni, dall'amministrazione alla gestione del personale docente.
A - Va definito lo spazio di reale autonomia della Regione nella stesura dei programmi scolastici con riferimento alle differenti esigenze locali (per il 20%).
B - Appare eccessivo l'80% di attribuzione allo Stato nella definizione dei programmi scolastici comuni alle Regioni. Se si vuole innalzare la qualità del livello scolastico è necessario ridurre quell'80%, altrimenti, dobbiamo parlare ancora una volta di eccessivo e rigido centralismo.
2 - Non si percepisce un chiaro disegno del punto di arrivo della riforma; abbiamo le tessere di un puzzle di cui non si vedono né il meccanismo né i collegamenti nell'incastro.
Il disegno dovrebbe riferirsi al profilo ideale del cittadino europeo, con programmi scolastici basati su elementi modulari flessibili e integrabili tra scuola italiana (i cui contenuti verranno definiti a livello regionale) e scuola degli altri paesi.
3 - I crediti formativi devono essere validi DA e PER tutte le scuole europee e, una volta inseriti nel Portfolio Europeo, diano possibilità di passaggio tra le scuole europee in funzione della mobilità dei lavoratori europei e delle loro famiglie. Se bisogna creare un'Europa davvero funzionante, non si può prescindere dalla scuola. Il rischio è la penalizzazione delle nostre future generazioni, che frequenteranno una scuola considerata "minore" rispetto alle altre, con conseguenze nefaste soprattutto al momento dell'entrata nel mondo del lavoro quando si troveranno (anche sul nostro territorio, non solo all'estero) a competere con i colleghi europei considerati "più preparati".
4 - Il periodo scolastico ottimale va dai 5 anni ai 18, con estensione al 5° anno delle scuole superiori e alternanze "scuola teorica - lavoro" (sull'esempio dei corsi FSE per 1/3 di pratica sul campo).
5 - Appare da rivedere il meccanismo di Certificazione di Qualità, poco chiaro e di difficile applicazione così come viene esposto.
MOVIMENTO STUDENTESCO PADANO
DALLA PARTE DEGLI STUDENTI
Da due anni la Regione Lombardia ha introdotto il "buono scuola" come veicolo concreto verso l'effettiva parità scolastica e la libertà di scelta.
Come Movimento studentesco padano non possiamo che esprimere il nostro totale sostegno nei confronti di uno strumento di modernità che ricuce in un certo qual modo lo strappo della mancata equipollenza nel trattamento dello Stato nei confronti delle scuole pubbliche e private.
Tuttavia non possiamo non prendere atto di un certo malcontento che si è registrato nell'opinione pubblica prevalentemente a causa di un'ottusa e sragionata opposizione della sinistra ma, in parte, anche per alcuni dei parametri stabiliti per ottenere il "buono" che, a nostro avviso, possono essere corretti.
Innanzitutto auspichiamo, in linea con la filosofia che ha da sempre ispirato il nostro movimento, che l'erogazione del contributo venga correlata anche al merito scolastico. In secondo luogo chiediamo che i nostri consiglieri regionali si attivino per mettere mano a quei parametri che, al momento, limitano la fruizione del buono-scuola a molti studenti padani.
Consapevoli, comunque, della validità del provvedimento chiediamo inoltre ai nostri parlamentari un'azione di Governo per far sì che il buono-scuola venga esteso a tutte le altre Regioni padane.
Infine, per ribadire che interesse prioritario del Movimento studentesco padano è che si sviluppi una certa concorrenza tra gli istituti, pubblici e privati, a favore dell'innalzamento delle qualità degli stessi, e che non è nostra intenzione schierarci per nessuna tipologia di istituto, chiediamo che la Regione innalzi a quattromila il numero delle borse di studio da erogare per il prossimo anno scolastico.
L'istituzione di un albo regionale dei docenti (con precisi criteri di ammissione), oltre a concretizzare la devolution nel campo scolastico, potrebbe essere un valido strumento per uniformare i criteri di valutazione degli studenti, nella speranza che, almeno in Lombardia, non ci siano "discriminazioni" nella valutazione dei parametri di merito.
MOZIONE DEL MOVIMENTO STUDENTESCO PADANO DELLA LOMBARDIA
CONSIDERATO CHE:
la libertà di educazione e il diritto della famiglia a scegliere per i propri figli la scuola più idonea sono principi stabiliti dalla maggior parte delle Costituzioni europee e contenuti nella dichiarazione universale dei diritti dell'uomo dell'ONU del 1948 ("I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere d'istruzione da impartire ai loro figli")
OSSERVATO CHE:
il diritto alla libertà d'insegnamento implica l'obbligo da parte degli Stati membri della Comunità europea di rendere possibile l'esercizio pratico di tale diritto anche sotto il profilo finanziario e di accordare alle scuole le sovvenzioni pubbliche necessarie, senza discriminazioni nei riguardi dei gestori, genitori, alunni e personale (risoluzione Luster approvata dal Parlamento europeo nel 1984)
PREMESSO CHE:
il Movimento studentesco padano sta lottando solo per l'innalzamento della qualità delle scuole senza schierarsi a favore delle pubbliche o delle private e crede che uno degli strumenti sia l'attuazione di una valida concorrenza tra le strutture per "guadagnarsi" la fiducia delle famiglie e degli studenti
RILEVATO CHE:
apprezziamo lo sforzo fatto dalla Regione Lombardia con l'introduzione del buono-scuola e con l'erogazione di duemila borse di studio e riteniamo che queste opportunità vadano strettamente correlate al merito e al reddito famigliare degli studenti
CHIEDIAMO
AGLI ESPONENTI DELLA LEGA NORD
IN REGIONE LOMBARDIA DI
difendere e portare avanti la politica del buono scuola introducendo anche parametri legati al merito e ritoccando quegli aspetti che possano avvicinare il maggior numero di studenti a questa opportunità, privilengiando nelle graduatorie le famiglie con i redditi inferiori;
innalzare il numero delle borse di studio lombarde alla soglia di quattromila a partire dal prossimo anno scolastico;
spingere per l'attuazione di un albo regionale dei docenti come applicazione concreta della devolution
AGLI ESPONENTI DELLA LEGA NORD
IN PARLAMENTO DI
Attivarsi perché anche nelle altre regioni padane la via del buono-scuola diventi una delle strade per attuare finalmente l'auspicata parificazione
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